Differenziarsi dalla famiglia di origine

Uno dei temi più importanti da affrontare in psicoterapia ha a che fare con il differenziarsi dalla famiglia di origine. Noi esseri umani siamo esseri relazionali. Nasciamo, cresciamo e ci sviluppiamo nelle relazioni della vita. Grazie all’incontro con l’altro apprendiamo funzioni necessarie alla quotidianità, come il pensiero astratto o il linguaggio, oltre a ricevere tutta la conoscenza e l’esperienza tramandata dalle generazioni precedenti.

differenziarsi dalla famiglia

Tutto questo avviene grazie, soprattutto, alle continue interazioni che sperimentiamo istante per istante.

Siamo il risultato complesso della comunicazione dinamica di diversi sistemi: la genetica, che rappresenta i mattoni biologici del nostro corpo, la più recente studiata epigenetica (che regola la trascrizione dei geni stessi), i sistemi culturali più ampi di cui facciamo parte, la nostra particolare identità, che in psicologia tipicamente intendiamo come temperamento o carattere, ma che forse ha connotazioni ben più profonde, legate ad una dimensione più spirituale, e, ovviamente, la nostra famiglia di origine.

Il nostro sistema di riferimento è il crogiolo nel quale avviene questa preziosa alchimia.

La famiglia, con tutte le sue particolarità e unicità è il “luogo” in cui apprendiamo buona parte delle regole che useremo nella vita. Molte di esse sono fondamentali e utili altre meno.

Differenziarsi dalla propria famiglia di origine ha a che fare con il discernere fra quelle parti buone, da essa apprese, rispetto a quelle che non ci sono più utili nella vita o che, peggio, ci limitano.

Apprendere modelli inconsci

Le microinterazioni che viviamo fin da bambini, le relazioni, le espressioni linguistiche e facciali, tutto ciò che viviamo, istante per istante, in seno alla nostra famiglia di origine, diviene lo sfondo stesso del nostro essere.

Prova a pensare a ciò che sai fare oggi. Molte competenze sono del tutto naturali, come mangiare, parlare, addormentarti. Anche altre più complesse come guidare un auto o scrivere sono competenze che hai appreso e che, con tutta probabilità, non ricordi quando hai assimilato. Si, sai identificare quando hai imparato a scrivere e magari hai anche qualche lieve ricordo, ma, in buona sostanza, questo evento è ormai sedimentato e radicato e non viene certo rievocato consapevolmente ogni volta che scrivi.

La tua scrittura è ormai parte integrante della tua identità. Tanto che la grafologia si basa sul concetto di poter identificare le specifiche caratteriali di una persona dalla sua grafia.

Fin da bambini apprendiamo regole, modi di pensare o fare, competenze che poi ripetiamo e consolidiamo in modo naturale, identificandoci sempre più in esse.

Queste “procedure” divengono automatizzate, inconsce.

Quanto apprendiamo dal nostro sistema di appartenenza

In realtà noi apprendiamo tantissimo dal nostro sistema di appartenenza. Benché vi sia una predisposizione genetica che ci differenzia, e forse anche una predisposizione “dell’anima”, che la scienza ancora non può sondare se non con studi di confine ancora da replicare, di certo noi apprendiamo davvero molto dai nostri sistemi di appartenenza. Questo è stato dimostrato, per lo più, grazie agli studi di epigenetica e, in particolare, da quelli condotti con gemelli omozigoti.

Grazie allo studio, prolungato nel tempo, di bambini con lo stesso patrimonio genetico, è stato possibile osservare come le differenti condizioni ambientali abbiano prodotto effetti diversi.

Se è vero che abbiamo dei geni nei quali è contenuto ciò che possiamo, o non possiamo diventare, è anche vero che la trascrizione di questi geni dipende molto da tutte le esperienze di vita che compiamo, fin dai primi istanti della nostra esistenza.

L’epigenetica ha dimostrato quanto l’ambiente abbia un impatto davvero notevole sulle nostre vite. E l’ambiente familiare è di certo l’ambito prevalente per molti anni della nostra esistenza.

Apprendimento per modellamento

Uno degli apprendimenti fondamentali che avvengono in seno al nostro sistema di appartenenza è l’apprendimento per modellamento. L’esempio è da tutti considerato, a buon titolo, il fattore fondamentale per trasferire competenze e procedure. Osservando, fin da bambini, i nostri genitori, apprendiamo da loro modi di fare e consuetudini che poi andiamo a replicare. In genere questo processo rimane implicito, inconsapevole. Semplicemente accade.

Prova a pensare anche solo alla postura del corpo. È spesso evidente, osservando genitori e figli, come entrambi si assomiglino in termini di postura: ad esempio, delle spalle o nel modo di camminare. Come avviene nel corpo, così avviene nella mente.

Dal nostro sistema apprendiamo la tendenza a reagire in un certo modo a specifici eventi. Ad esempio, impariamo come affrontare, o meno, i conflitti, le difficoltà della vita, o come si festeggiano, o no, i successi. Osservando fin da bambini i nostri genitori, costruiamo delle tracce di memoria che tendiamo poi a seguire.

L’esperienza che forma

Un altro fattore importante ha a che fare con l’esperienza che ci forma. Vivendo fin da bambini delle esperienze, sperimentiamo noi stessi in esse, formandoci un’idea di come siamo, sempre più strutturata.

L’esperienza ci plasma, facendoci assumere diverse “posizioni” in base alla necessità o, meglio, alle funzioni che siamo chiamati a svolgere.

Prova a pensare alle mani di un contadino. Come saranno? Forti, ruvide, resistenti. L’esperienza le avrà fatte diventare un buono strumento per espletare diverse funzioni.

Allo stesso modo le esperienze della vita ci plasmano. Adattandoci per rispondere a diverse necessità, cambiamo andando a strutturarci sempre più.

Comprendere ciò che viene tramandato per differenziarsi dalla famiglia

Un altro capitolo riguarda ciò che assimiliamo dalla storia della nostra famiglia. Per questo ti rimando a questo articolo sulla psicologia transgenerazionale dove spiego come, in realtà, questo processo di apprendimento ci porti a interiorizzare modelli spesso tramandati di generazione in generazione.

Nel processo intrapreso per differenziarsi dalla propria famiglia di origine, diverrà necessario maturare una maggiore consapevolezza della nostra storia familiare e di cosa essa ci abbia effettivamente tramandato nel tempo.

Una guerra, un lutto improvviso, una carestia o, perché no, un grande successo, sono tutti eventi inaspettati che hanno un forte impatto sulla storia delle persone. Questi eventi hanno spesso ripercussioni per più generazioni, andando a cambiare le diverse traiettorie familiari. Pensa ad esempio all’impatto di una separazione o della perdita di un bambino.

Sviluppare consapevolezza per differenziarsi dalla famiglia di origine

Chiaramente sono molteplici gli aspetti che possono essere considerati e non è possibile elencarli tutti qui.

Di certo, la questione fondamentale da comprendere, per differenziarsi dalla propria famiglia di origine, è quella della consapevolezza. Come detto, la maggior parte di questi eventi si manifesta in una fase della vita in cui non siamo ancora pienamente presenti a noi stessi. Questo, semplicemente per il fatto che non abbiamo ancora tutte quelle strutture cognitive superiori, che ci possono aiutare a comprendere che cosa effettivamente accada.

Sviluppare consapevolezza, da adulti, rispetto a quanto accaduto, è molto importante per riuscire a superare anche tutti quei condizionamenti che non sentiamo più funzionali alla nostra vita attuale.

La consapevolezza è un potente strumento per riuscire a trasformare le nostre vite. È un catalizzatore che ci permette di focalizzarci, e lavorare sulle dinamiche che progressivamente si palesano in noi.

Più diveniamo consapevoli dei nostri modelli e più aumentiamo la nostra “chance” di lavorare su di essi.

Mindfulness e consapevolezza

Di certo parlando di consapevolezza è utile parlare di Mindfulness e di tecniche meditative che ci possono aiutare, davvero, ad aumentare la consapevolezza nelle nostre vite.

Meditando, giorno per giorno, possiamo facilitare molto il processo di differenziazione dal nostro sistema di origine. Come archeologici, possiamo trovare nei nostri modi di fare, o pensare, frammenti di un passato remoto.

Studiando quei frammenti possiamo ricostruire la storia e comprendere meglio se vogliamo che ciò che abbiamo fatto nostro lo rimanga nel tempo.

Se vuoi imparare la Mindfulness ho realizzato questo breve corso online di Mindfulness gratuito.

Le rappresentazioni familiari dei propri sistemi di appartenenza

Un altro strumento molto interessante, se usato all’interno di un percorso di psicoterapia più strutturato, è quello delle rappresentazioni dei propri sistemi di appartenenza. In gruppo, grazie alla rappresentazione della propria “costellazione familiare“, è possibile divenire maggiormente consapevoli del proprio sistema di appartenenza e riuscire così a riconoscere quelle dinamiche implicite che agiscono normalmente fuori dalla nostra consapevolezza.

I traumi che ci portiamo dietro dal passato

Un capitolo a parte riguarda quei casi in cui, oltre a modelli e consuetudini, credenze e “posture”, ci portiamo dietro dal nostro sistema di appartenenza anche traumi e lutti.

Come accennato, capita nella storia familiare di assistere a momenti di grave difficoltà. Eventi traumatici possono ricorrere nella vita, andando a causare una serie di “mal adattamenti” che, se non affrontati, possono lasciare strascichi importanti nella nostra vita.

In questi casi, sempre al fine di differenziarsi dalla famiglia di origine, può risultare necessario un intervento specialistico come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Una tecnica, usata in psicoterapia, che ci aiuta ad affrontare e superare piccoli e grandi traumi.

Quanto differenziarsi dalla famiglia di origine

Differenziarsi dalla famiglia di origine è un processo naturale, una fase evolutiva che tutti siamo chiamati ad affrontare per poter proseguire nel nostro cammino.

Chiaramente differenziarsi non significa discostarsi o “abbandonare”. Semplicemente riconoscere la propria unicità in quanto persone, frutto di una storia, con un presente e un futuro da vivere.

La famiglia, come detto, è un luogo importante che ci forma, dandoci molto di ciò che per noi sarà essenziale nella vita.

Ciò che conta è riconoscere la nostra storia, una storia che dobbiamo imparare ad onorare e rispettare, ma che, di certo, se rielaborata, ci permetterà di poter dirigere con sempre maggiore serenità il nostro destino.

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A presto!

Enrico Gamba