Epigenetica, la rivoluzione della scienza

Sempre più oggi si sente parlare di epigenetica. In effetti si tratta di un argomento estremamente interessante in relazione a come noi esseri umani cresciamo e ci evolviamo nell’arco della vita.

Alle volte la scienza compie dei balzi in avanti andando a riscrivere le conoscenze precedenti. Lo ha fatto con Galileo, con la relatività di Einstein e oggi si trova nuovamente a modificare quanto conosciuto precedentemente grazie all’epigenetica.

Epigenetica

Ma vediamo prima di tutto di che cosa si tratta e perché questo argomento può avere un impatto così forte sulle nostre conoscenze.

Che cos’è l’epigenetica

L’epigenetica è una branca relativamente giovane della più ampia scienza che studia la genetica.

Dal greco ἐπί, epì, «sopra» e γεννητικός, gennetikòs, «relativo all’eredità familiare» epigenetica significa letteralmente ciò che sta sopra al patrimonio genetico. Il termine è stato coniato per la prima volta da Conrad Waddington (Università di Edimburgo).

In buona sostanza l’epigenetica studia i cambiamenti nella trascrizione del nostro DNA che portano a sviluppare le tante differenze cellulari.

Ciascuno di noi ha un patrimonio genetico conservato nel DNA. Le sequenze dei nostri geni vengono costantemente trascritte. Questa trascrizione cambia in base a tutta una serie di fattori che vengono appunto studiati dall’epigenetica.

Cambiando la trascrizione del nostro DNA cambiamo noi.

Epigenetica e destino

Da questo punto di vista l’epigenetica davvero rappresenta un passaggio epocale.

Superando la tradizionale diatriba fra cultura e natura l’epigenetica ci permette di comprendere, sempre più nel dettaglio, come tutto ciò che viviamo, in ogni istante della nostra vita, vada costantemente a modificarci.

Noi non siamo semplicemente, come alcuni ritenevano, i nostri geni. Siamo piuttosto la risultante dell’interazione costante fra natura e cultura, fra geni e ambiente.

Grazie a questa interazione costante si va così a strutturare il nostro fenotipo. L’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali del nostro organismo, risultato della trascrizione genetica.

Alimentazione, sonno, ambiente, relazioni, attività di ogni giorno, cultura, tutto ciò che viviamo fin dai primi istanti della nostra esistenza, e in realtà ancora prima di nascere, ci influenza profondamente andando ad attivare diversamente il nostro patrimonio genetico.

Questa conoscenza apre questioni importanti rispetto al nostro libero arbitrio.

Predisposizione e scelta

Grazie a studi così importanti sappiamo quanto ciascuno di noi possa essere più o meno predisposto a sviluppare attitudini o malattie. Il nostro patrimonio genetico ci influenza notevolmente, ma non tanto quanto ciò che facciamo con esso.

Posso avere una certa predisposizione ad alcune malattie ma, in definitiva, saranno le mie scelte di ogni giorno a determinare il mio stato di salute.

Da bambini viviamo spesso un senso di impotenza rispetto a molte situazioni che ci troviamo ad affrontare. Nasciamo in uno spazio pieno, fatto di abitudini, stili di vita, relazioni, aspettative. Con il passare del tempo, tuttavia, al crescere della nostra consapevolezza, cresce anche la nostra possibilità di cambiare.

Più ci accorgiamo degli automatismi appresi fin dalla nascita (come mangiamo, dormiamo, ci relazioniamo, pensiamo ecc…) e più si apre per noi la possibilità di scegliere.

Scelte diverse porteranno ad esiti diversi.

Epigenetica e gemelli omozigoti

Il più grande sviluppo dell’epigenetica si è avuto inizialmente grazie allo studio dei gemelli omozigoti.

I gemelli omozigoti sono gemelli identici alla nascita per quanto concerne il DNA. Studiando le differenze accumulate nel corso degli anni da soggetti che condividevano lo stesso punto di partenza è stato possibile comprendere quali fattori influenzino maggiormente la trascrizione dei geni, oltre a comprendere quanto tale trascrizione possa variare da persona a persona.

Uno di questi è di certo l’alimentazione. Il cibo che ingeriamo giorno dopo giorno costituisce un elemento decisivo nella trascrizione del nostro DNA, portandoci a sviluppare o meno salute e malattia.

Un esempio classico è quello del diabete dove è ormai consolidata la conoscenza di quanto le nostre abitudini alimentari, insieme ad altri fattori come lo stress, possano influenzarci porofondamente.

I marcatori epigenetici, indotti dalle nostre abitudini quotidiane, possono influenzarci per tutto il corso della nostra vita, decidendo quali geni saranno maggiormente attivati o meno, anche quando le condizioni che li hanno creati non sono più attive.

Se sviluppo una certa predisposizione epigenetica, a causa di alcuni comportamenti, questa continuerà ad agire anche quando quelle mie abitudini saranno cambiate. Questo fenomeno, oggi sempre più studiato perché fondamentale nella comprensione dell’evoluzione stessa dell’uomo, sta chiarendo quanto i fattori “appresi” continuino a influenzarci nel tempo.

Epigenetica transgenerazionale

Una delle questioni più studiate riguarda anche il passaggio transgenerazionale di questi stessi marcatori epigenetici. La domanda che molti ricercatori si sono posti è: “quanto ciò che facciamo nel corso della vita verrà tramandato alle generazioni successive?”.

Per lungo tempo semplicemente si è ritenuto che con la creazione della nuova cellula tutto venisse resettato, preservando il DNA originale.

Recenti studi stanno invece dimostrando che i fenomeni epigenetici hanno un’importante effetto anche nel passaggio transgenerazionale.

Uno studio del 2017 condotto da ricercatori del Max-Planck-Institut a Friburgo, ha dimostrato come le istruzioni epigenetiche, siano trasmesse alla prole. Il risultato dimostra come la memoria epigenetica sia essenziale per lo sviluppo e per la sopravvivenza delle nuove generazioni.

I ricercatori hanno analizzato l’ereditarietà epigenetica del moscerino della frutta (Drosophila melanogaster), un insetto molto studiato in biologia per la sua semplicità, mostrando come alcuni marcatori epigenetici, e quindi assimilati nel corso di vita della madre, venissero poi passati ai figli.

In un altro studio del 2014 pubblicato su Nature i ricercatori hanno esposto dei topi maschi a un odore di mandorla, colpendoli contemporaneamente con una lieve scarica elettrica. Successivamente sono stati studiati figli e i nipoti. Entrambi sono nati con maggiori recettori per quello stesso odore mostrando un’istintiva risposta d’ansia ad esso. Questo anche se non erano mai stati colpiti con la scarica elettrica.

Epigenetica e psicoterapia

Questi studi aprono questioni fondamentali anche in ambito psicoterapeutico.

In primo luogo ci fanno comprendere quanto le nostre scelte di tutti i giorni ci influenzino profondamente, andando a modificare ciò che siamo.

Oltre a ciò ci inducono considerare sempre più gli effetti della nostra storia familiare. I nostri genitori non ci “passano” solo i loro geni ma anche i loro marcatori epigenetici, il frutto della loro storia.

In base alle ricerche disponibili è sempre più lecito ritenere che quanto sperimentato da genitori, nonni e bisnonni rimanga impresso nelle nostre cellule, andando a condizionare il nostro presente.

Alcune forme di terapia come la psicogenealogia o la terapia transgenerazionale hanno già studiato questo fenomeno. Di certo questi studi ci confermano quanto la conoscenza clinica aveva già evidenziato. Lutti improvvisi, sofferenza, perdite, guerre, grandi amori, episodi importanti della vita dei nostri avi, come anche abitudini consolidate, rimangono impresse in noi e tramandate di generazione in generazione influenzando la nostra vita.

Consapevolezza e volontà

Come detto, infine, la nostra via d’uscita, la nostra possibilità di scelta, si gioca con la consapevolezza. Questa incredibile facoltà umana è l’unica che ci può aiutare a vedere e comprendere le tendenze acquisite e accumulate nel passato e, grazie a questa comprensione, a modificarle laddove necessario.

La consapevolezza, che nasce dall’ascolto di noi stessi e dallo sviluppo di una capacità autoriflessiva sempre maggiore, è la via che ci può permettere di scegliere sempre più come cambiare. Consapevoli che il cambiamento che faremo nella vita non coinvolgerà solo noi ma anche le generazioni successive, figli e nipoti.

Le nostre scelte di ogni giorno, come organizziamo la nostra vita, alimentazione, attività, abitudini, relazioni, pensieri, interessi, valori, tutto ciò che siamo verrà tramandato e si radicherà nel profondo.

Saperlo dovrebbe spingerci ad esercitare sempre più la nostra volontà. Al fine di trasformare la nostra vita perché diventi davvero ciò che riteniamo valga la pena che sia.

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A presto!

Enrico Gamba