Il carattere e il suo grande ruolo nella vita

Il carattere è forse ciò che di più prezioso possiamo costruire nella vita.

Dal verbo greco chàrassô, che significa imprimere, incidere, scolpire, il carattere è ciò che, giorno per giorno, andiamo a costruire in noi stessi.

Il carattere

Chàrassô è la radice anche di moneta, ciò che ha valore. Un tempo le monete venivano fatte con continue incisioni. Il carattere è così ciò che ha valore, perché costruito nelle tante esperienze della vita.

Il carattere in psicologia

In psicologia spesso ci siamo occupati del carattere, anzi, questo è un tema centrale di molti studi. Il carattere fa la differenza fra le persone e per la persona stessa. In base al nostro carattere possiamo reagire positivamente o negativamente di fronte alle tante, piccole o grandi, prove della vita.

Il carattere è ciò che ci salva di fronte alle difficoltà. Nei momenti di maggior tensione, quando tutto sembra vacillare, il carattere è ciò che ci permetterà di resistere o meno.

Proprio perché costruito giorno per giorno il carattere è resistente e tendenzialmente stabile. Inizialmente preceduto dal concetto di temperamento e costituzione, a partire dagli anni trenta è stato sempre più sostituito da quello di personalità.

La personalità umana

La personalità viene in genere definita come l’insieme delle caratteristiche psicologiche, stili cognitivi, modalità di comportamento e atteggiamenti che, insieme, costituiscono l’identità della persona. La nozione stessa di personalità viene considerata in psicologia da prospettive differenti.

Dal punto di vista individuale la personalità è l’insieme delle proprie qualità e inclinazioni. Come scrive Caprara, uno dei massimi esperti di psicologia della personalità, queste caratteristiche personali e durevoli danno il senso della propria identità, di integrità e unicità.

Dal punto di vista di chi osserva, la personalità è l’insieme delle caratteristiche psicologiche che distinguono le persone l’una dall’altra. La personalità può così essere anche una costruzione sociale.

Dal punto di vista dello scienziato che studia la personalità essa è il frutto di un continuo interscambio fra individuo e ambiente, dove predisposizione genetica, epigenetica e cultura producono, insieme, ciò che la persona è.

Una componente della personalità umana

In questa prospettiva, anche se non vi sono delle solide basi scientifiche che vadano a differenziare questi termini, possiamo dire che il carattere sia una componente della personalità umana. In particolare quella componente che maggiormente viene costruita sulla base delle esperienze che compiamo fin da piccoli.

In antitesi al carattere, in questa propspettiva, possiamo individuare il concetto di temperamento come quella parte maggiormente determinata dalla predisposizione genetica.

In realtà, come detto, nel corso della storia questi termini sono stati usati più volte come sinonimi e questo anche in base all’evoluzione della ricerca scientifica nei diversi ambiti.

Le tante teorie su personalità e carattere

A partire da Freud in molti hanno cercato di creare delle categorizzazioni in cui andare a collocare i differenti caratteri individuali. La psicoanalisi, la psicologia psicoanalitica di Jung, Wilhelm Reich, Alexander Lowen e molti altri hanno individuato e analizzato diverse configurazioni di carattere, definendo per ciascuna di esse delle caratteristiche comuni.

Anche in psicologia della personalità si cerca da molti anni di costruire delle macro-categorie che possano studiare e analizzare le tante differenze individuali. Estroversione, introversione, stabilità emotiva, amicalità, sono solo alcuni dei fattori che vengono usati per cercare di definire i tanti aspetti della personalità umana.

Queste teorie sono molto utili perché permettono di classificare i vari modelli e, soprattutto in alcuni ambiti, ci permettono di individuare più facilmente le tante differenze individuali.

Culturalmente vi è poi una componente del carattere che vale la pena recuperare.

Il grande ruolo del carattere

Volendo rifarci ad una visione più antica del carattere, rintracciabile più nella filosofia che nella recente psicologia, esso è stato a lungo visto come l’insieme di quei valori più importanti che contraddistinguono il nostro essere umani. Già Aristotele aveva identificato una componente essenziale del carattere che individuava come “virtù etica”.

Secondo Aristotele questa componente veniva costruita nella vita e non era innata, a differenza di quanto sostenevano altri del suo tempo.

Aristotele dava molta importanza a questa componente, identificandola come una “disposizione permanente”, un abito virtuoso del carattere.

Oggi le diverse ricerche transgenerazionali, con particolare riferimento ai più recenti studi di epigenetica, potrebbero forse mettere in discussione questa visione, attribuendo componenti positive del carattere anche ad elementi innati, trasmessi geneticamente o epigeneticamente, tuttavia vi è di certo una componente sostanziale che riguarda le nostre esperienze nella costruzione della nostra virtù.

Il carattere inteso come componente virtuosa dell’uomo

Il concetto di carattere, a differenza di quello di personalità o di temperamento, è stato più spesso associato all’etica, alla morale, a quei valori che rendono una vita di “valore”. Il carattere, sempre culturalmente, viene identificato con la parte più virtuosa dell’essere umano, arrivando a toccare anche delle componenti spirituali essenziali.

Il carattere viene associato alla virtù e questa componente virtuosa necessita, di certo, di un processo di raffinazione che può occupare anche tutta la vita.

La costruzione del carattere è un’opera che può richiedere tutte le nostre energie. Il carattere, così inteso è il frutto di una mente consapevole che ha percorso anche strade impervie per riuscire a scorgere alcune verità fondamentali della vita.

Come si costruisce il carattere

Costruire il carattere, in questo senso, è un percorso che passa attraverso la conoscenza e il dominio di se stessi. Avere un buon carattere significa aver imparato a dominare le tante attrazioni e repulsioni della mente, aver sviluppato un certo distacco e diverse qualità umane fondamentali.

Nella costruzione del carattere hanno di certo un ruolo importante le nostre esperienze infantili. Noi esseri umani abbiamo bisogno di specifiche condizioni per poter crescere al meglio. Queste condizioni hanno a che fare, essenzialmente, con i nostri bisogni di base. Bisogni di sicurezza, fisiologici, di appartenenza, di affetto, di senso. Quando questi bisogni vengono meno tendiamo a vacillare e ad entrare in sofferenza.

Viceversa, come i più recenti studi sull’attaccamento umano, o più in generale dell’infant research, hanno ampliamente dimostrato, se riusciamo a crescere in un ambiente sicuro, con relazioni sufficientemente buone, possiamo sviluppare una personalità più integrata e in grado di generare benessere e soddisfazione.

Di certo questo non è però tutto, ciascuno di noi arriva in questa vita con un bagaglio di tendenze già definite che oggi tendiamo ad attribuire alla genetica, anche se questi temi aprono la porta anche ai grandi dibattiti sull’esistenza dell’anima. Fatto sta che ciascuno di noi arriva già con una certa predisposizione, che diverrà parte di un sistema dinamico più ampio fatto di relazioni, storie, vissuti, esperienze.

Ciascuno seguirà traiettorie evolutive differenti e non è detto che crescendo in sicurezza e benessere si svilupperà sicuramente un carattere virtuoso, come del resto non è detto che ciò non potrà accadere proprio in virtù invece delle sofferenze della vita. Le differenze fra le persone sono troppe e difficilmente si può ragionare per macro-categorie.

Il grande ruolo delle difficoltà difficoltà

Certamente il carattere, nella sua valenza positiva, ha molto a che fare con la nostra capacità di gestire la frustrazione, di darci un limite, di privilegiare ciò che è giusto da ciò che è semplicemente attraente o desiderabile.

Perché si consolidi questa componente virtuosa del carattere le difficoltà hanno un ruolo centrale. Spesso sono proprio queste a permettere lo sviluppo di maggior resistenza e resilienza. Le prove, affrontate giorno dopo giorno, ci permettono di sviluppare un’immagine di noi stessi come “in grado”, come capaci di resistere e perseguire gli obiettivi evolutivi più importanti dell’esistenza.

La sofferenza, se superata e rielaborata, ci aiuta a sviluppare qualità fondamentali che ben si associano a questa visione del carattere. Empatia, compassione, tolleranza, pazienza, non violenza, sono tutte tendenze positive che possono essere costruite, non solo grazie ad una buona educazione, ma anche, o soprattuto, grazie alle esperienze più difficili della vita.

Incontrando difficoltà e superandole cresce la consapevolezza di noi stessi e degli altri. Spesso le difficoltà sono proprio dovute a “storture” del nostro carattere che, se corrette, possono sostenerci in quel percorso di raffinazione del carattere che fa così tanto la differenza fra le persone.

Imparare a monitorare il proprio carattere

Un buon esercizio che possiamo compiere nella vita è quello di monitorare il nostro carattere. Di osservare se stiamo andando in direzione di un miglioramento o di un indebolimento del carattere. Ogni scelta che facciamo, azione che compiamo o frase che diciamo va a “incidere” il nostro carattere.

Noi siamo il frutto di ciò che viviamo, istante per istante. Una domanda che potremmo porci è quanto stiamo rispettando nella vita i nostri valori più profondi. Quanto ci sentiamo in armonia con quella parte di noi stessi che sentiamo aver maggior valore.

Più riusciremo a vivere in accordo con i nostri valori più profondi e più sentiremo che la nostra vita ha senso e valore. Per fare questo dovremo imparare ad educare la mente, a controllarla e a identificarci sempre più con quella parte più positiva di noi stessi, con quella “virtù etica” di cui Aristotele scriveva.

Più riusciremo in questo cammino di raffinazione e crescita, e più ci sentiremo di appartenere a noi stessi, a quel noi stessi che davvero vorremmo incontrare nella vita.

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Enrico Gamba