Neuroscienze e spiritualità

Quello di neuroscienze e spiritualità è un connubio importante che negli ultimi anni viene approfondito con ricerche scientifiche sempre più interessanti.

Da sempre l’essere umano è stato attratto da una dimensione maggiormente spirituale. E’ esperienza comune sperimentare quanto la spiritualità possa essere d’impatto nel migliorare la qualità di vita delle persone.

Neuroscienze e spiritualità

Solo recentemente, tuttavia, grazie ai nuovi strumenti diagnostici come PET e risonanza magnetica, ci stiamo sempre più interrogando su quali siano i correlati neurofisiologici dell’esperienza spirituale. La domanda che molti ricercatori si sono posti è che cosa effettivamente accada nel cervello durante le cosiddette “esperienze spirituali”. Se sia possibile individuare un cambiamento riscontrabile e quale sia il suo effetto.

Questi studi hanno ricevuto una forte accelerazione, sopratutto grazie al diffondersi di pratiche meditative come la Mindfulness. La Mindfulness è una pratica meditativa che permette di sperimentare stati di coscienza di maggior benessere e serenità, da sempre associati ad una dimensione più spirituale dell’essere umano. La Mindfulness è una forma particolare di meditazione e la meditazione nasce dalla culla della spiritualità, l’oriente.

Neuroscienze e spiritualità sono così oggi sempre più ambiti d’interesse legati fra loro, dove l’uno può aiutarci a comprendere meglio l’altro.

IL grande impatto delle neuroscienze

Le neuroscienze stanno rivoluzionando il nostro modo di intendere l’uomo e i fenomeni che da sempre lo contraddistinguono. Oggi, grazie a campi d’indagine come quello di neuroplasticità, sappiamo quanto il nostro sistema nervoso sia malleabile, in grado di trasformarsi sulla base dell’esperienza di ogni giorno. Le connessioni del nostro cervello, o connettoma, cambiano di continuo, andando ad alimentare aree specifiche, anziché altre, sulla base delle nostre abitudini di vita.

Ciò che ripetiamo e viviamo con intensità tende a plasmare il nostro sistema, spingendoci ad essere ciò che siamo. Oggi sappiamo che personalità e carattere sono il risultato di questo continuo processo di adattamento, in cui i geni stessi vengono regolati nella loro espressione grazie a un continuo interscambio con l’ambiente.

Noi diventiamo ciò che viviamo giorno per giorno. La questione diventa perché scegliamo, o meno, come vivere la nostra quotidianità. Si aprono così delle questioni fondamentali relative a volontà e libero arbitrio.

Ciò che le neuroscienze ci stanno portando a comprendere è che l’uomo è in grado di funzionare diversamente, in base alle sue scelte di vita quotidiane. Non siamo esseri predeterminati che cercano di adattarsi all’ambiente. Siamo esseri che si plasmano nell’ambiente stesso in cui vivono, modificando costantemente l’espressione del proprio enorme potenziale. E ovviamente modificando l’ambiente stesso.

Il risveglio della spiritualità in occidente

Questi temi sono in effetti strettamente collegati a quelli da millenni proposti dagli antichi. Dall’antica Grecia, alla terra di Barata (India), da sempre ci viene tramandata l’idea di impegnarci nel quotidiano in buone abitudini che possano attivare al meglio il nostro potenziale. Di sviluppare una dimensione più alta, più virtuosa, spirituale.

Dove la spiritualità è da considerarsi come la somma delle virtù. L’essere spirituale è da intendersi come colui che agisce senza ignoranza, che sa, nel profondo, di essere parte del tutto, il tutto stesso, e che agisce di conseguenza. L’uomo spirituale è l’uomo che segue le virtù, proprio perché in grado di riconoscere la fratellanza con tutti gli esseri del creato. E’ chi ha intrapreso un cammino di consapevolezza e trasformazione, superando le limitanti immagini di se stesso, per arrivare ad una visione più ampia e comprensiva in grado di abbracciare tutti gli esseri.

A prescindere dalla corrente specifica, la spiritualità prevede così sempre un percorso di crescita, dove il fulcro di pratiche e rituali è sempre riconducibile al controllo della mente.

L’incontro fra neuroscienze e spiritualità

Proprio qui neuroscienze e spiritualità si incontrano. Grazie alle neuroscienze e agli strumenti di indagine sviluppati, siamo in grado di osservare oggi quanto il nostro cervello cambi, in relazione a pratiche di carattere spirituale, volte quindi al controllo della mente.

Pratiche meditative portano a una vera e propria trasformazione del cervello. In realtà tutto ciò che facciamo ci cambia, ma il cambiamento dovuto a pratiche come la Mindfulness risulta essere un cambiamento positivo che migliora la qualità della nostra vita. Queste scoperte ci aiutano a comprendere quanto l’uomo sembri fatto per sviluppare questa dimensione nella vita.

Grazie alla pratica meditativa si ampliano quelle zone del cervello deputate all’autoregolazione dei nostri stati interni, aumenta la nostra concentrazione, l’attenzione, si sviluppano sentimenti di compassione e autocompassione. Migliora, più in generale, la nostra intelligenza emotiva, intesa come insieme di competenze interne ed esterne.

In questo articolo su come la spiritualità ti cambia la vita approfondisco gli effetti che le diverse pratiche hanno sul cervello.

Inoltre i recenti risultati di studi longitudinali, durati per diversi anni, stanno dimostrando che questi cambiamenti sono stabili e duraturi. Cambiando le strutture del nostro cervello i cambiamenti raggiunti rimangono permanenti. Si parla oggi di tratti stabili di personalità che si vengono a creare grazie ad una pratica costante.

Come neuroscienze e spiritualità ci aiuteranno

In definitiva le neuroscienze, e più in generale lo studio dell’uomo, ci stanno aiutando a comprendere sempre più quali siano le buone prassi che ciascuno di noi deve mettere in pratica nella propria vita per vivere una vita di soddisfazione, interiore ed esteriore.

Nuove correnti di studio, come ad esempio anche la psiconeuroendocrinoimmunologia, ci stanno mostrando quanto certi stili di vita, che un tempo venivano promossi solo in ambiti “spirituali”, siano in effetti molto efficaci nel ripristinare e alimentare uno stato di salute e longevità.

Solo imparando a dedicarci allo studio di noi stessi e alla crescita delle nostre qualità umane potremo sperare di costruire una vita di sempre maggior soddisfazione per noi stessi e per gli altri.

Grazie ad un lavoro costante volto al perfezionamento del carattere e al controllo dei capricci della mente, si apre la nostra possibilità di accedere ad una dimensione più profonda dell’essere, di vivere esperienze di crescente centratura e soddisfazione.

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A presto!

Enrico Gamba