Migliorare l’autostima. La psicoterapia può servire?

Migliorare l’autostima è una delle questioni ricorrenti che in molti ci troviamo ad affrontare nella vita. L’autostima è una componente fondamentale di un buon carattere. Senza una certa dose di autostima non potremmo fare molto nella vita.

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Autostima è stima di sé. L’autostima contiene quindi una componente valutativa fondamentale che usiamo per comprendere quanto siamo o meno adeguati, quanto o meno ci riteniamo persone degne di stima, fiducia, rispetto.

Di certo l’autostima ha quindi una connessione profonda con il contesto in cui viviamo e i suoi riferimenti.

Come migliorare l’autostima nella nostra vita

I modi per migliorare l’autostima sono diversi. In questo articolo ti parlerò degli effetti della psicoterapia e di come essa aiuti ad accrescere sempre più la stima di noi stessi.

Inizio però col dirti che per migliorare la tua autostima la questione principale su cui focalizzare la propria attenzione e quella di impegnarsi sempre più ad essere la persona che vorresti incontrare.

Prova a pensarci. Chi stimi nella vita? Quali sono per te le persone davvero degne di attenzione e rispetto? Perché? Quali sono le componenti osservabili che le rendono così valide ai tuoi occhi?

Se riesci a comprendere quali siano queste componenti riuscirai anche a chiarire quali aspetti di te stesso potresti far crescere nella tua vita per godere di una migliore autostima. Per imparare ad apprezzarti sempre di più.

Ma veniamo alla psicoterapia. Per comprendere l’utilità della psicoterapia nel lavoro sull’autostima è prima necessario indagare le radici stesse dell’autostima.

Le radici dell’autostima

Di certo i fattori che concorrono a costruire una buona e salda autostima come del resto anche resilienza e percezione di autoefficacia, sono diversi. Fattori fisici, psicologici, emotivi. Vi è tuttavia una componente fondamentale che incide profondamente sulla percezione di noi stessi e più in generale del nostro valore.

Questa componente è costituita semplicemente dalla nostra storia e da come abbiamo vissuto in essa. Continue interazioni che si ripetono giorno per giorno, fin dalla nostra nascita, concorrono a costruire in noi un senso di valore (o meno). L’autostima viene costruita così nei primi anni della nostra vita, nelle relazioni primarie di essa, con i genitori, madre, padre, fratelli e poi con amici, insegnanti e in tutti gli ambiti della nostra vita.

Di fatto nelle relazioni.

Le relazioni sono il tessuto della nostra mente. Grazie ad esse comprendiamo il nostro posto nel mondo, ci misuriamo e valutiamo. Nelle relazioni, soprattutto quelle con madre e padre apprendiamo il nostro valore.

Migliorare l’autostima lavorando sulle relazioni

Il tempo che i genitori passano con i figli, la qualità delle interazioni, l’attenzione nel supportare i figli ad affrontare le proprie prove determina molto nel figlio. Sentendosi amati, rispettati, considerati nella propria unicità, i figli fanno l’esperienza di avere valore, di essere importanti, si sentono riconosciuti.

Esperienze infantili positive concorrono così alla costruzione di una più solida autostima. D’altro canto esperienze negative di trascuratezza o addirittura maltrattamento o abuso, possono costruire nel figlio una percezione di sé del tutto diversa.

Tale percezione di dislvalore può nel tempo portare alla costruzione di una bassa autostima con il conseguente vissuto di inadeguatezza nei tanti ambiti della vita.

Per questo motivo uno degli aspetti positivi della psicoterapia, parlando di autostima, è proprio quello di andare a lavorare sulle relazioni, aiutando le persone a trasformare quei vissuti più antichi che ci portano a percepirci come meno capaci o adeguati.

Su cosa lavora la psicoterapia nel migliorare l’autostima

Uno degli aspetti fondamentali della psicoterapia è quello di andare a lavorare sempre più in profondità nei modelli operativi interni che ciascuno di noi si è creato nelle relazioni della propria vita.

Quella con il terapeuta è una relazione a sè stante, grazie alla quale è possibile andare a modificare i modelli interiorizzati del passato. Questo avviene proprio grazie alla relazione. Nel qui e ora di essa.

Il lavoro che generalmente viene fatto in terapia è quello di andare a comprendere e rielaborare il passato, di rientrare in contatto con quei vissuti, a volte negativi, che ci hanno costretto a soffrire e che ancora oggi provocano dolore.

Sentirsi supportati, ascoltati, anche solo accettati nelle proprie difficoltà è spesso un’esperienza inedita che molte persone non hanno potuto vivere. Naturalmente il non sentirsi accolti dall’altro porta a vissuti di disistima o alla costruzione di una falsa autostima che nasconde in realtà molta sofferenza.

Ecco che allora, all’interno di una relazione supportiva, è possibile imparare a migliorare la propria autostima, rinforzarla, a percepirsi come maggiormente degni e di valore.

La costruzione dei modelli operativi interni

I modelli operativi interni sono il risultato dell’interiorizzazione delle relazioni della nostra vita. Vivendo acquisiamo modelli di riferimento interni che ci dicono cosa aspettarci dal mondo, da noi stessi, dagli altri, andando a creare una mappa che usiamo poi a riferimento.

Il primo a definire il concetto di modelli operativi interni fu John Bowlby all’interno dei suoi studi sull’attaccamento umano.

Bowlby comprese che ciascuno di noi tende a sviluppare un diverso modello di attaccamento in seguito alle relazioni primarie della propria vita. Attaccamento sicuro, insicuro o disorganizzato.

Questo tipo di attaccamento definisce molto della nostra capacità di interagire nel mondo e, più in generale, della nostra autostima. Un attaccamento sicuro è ad esempio quello di chi normalmente mantiene dei buoni livelli di autostima, riuscendo ad affrontare le tante piccole e grandi prove della vita con serenità. Senza essere troppo sballottato dalle ondate emotive o senza chiudersi ad esse.

Un attaccamento sicuro è maggiormente correlato con un’autostima più stabile nel tempo.

Modificare i modelli operativi interni e migliorare l’autostima

Una delle questioni fondamentali rispetto ai modelli operativi interni è che grazie ad un lavoro di terapia è possibile andare a modificare i nostri modelli operativi interni e migliorare l’autostima. All’interno di una relazione terapeutica è possibile comprendere quali siano i meccanismi in gioco e sviluppare sempre più consapevolezza rispetto a ciò che accade.

Tale consapevolezza ci permette sempre più di determinare noi stessi, di accorgerci di idee, sensazioni e convinzioni radicate e progressivamente di andarle a modificare sempre più. Questo è l’importante lavoro che viene svolto in un percorso dove il terapeuta aiuta a vedere se stessi, a sviluppare la presenza, conoscenza ed esperienza per comprendere sempre più che accade in noi, iniziando a vedere e ad apprezzare la nostra innata unicità.

Essere visti migliora l’autostima

Essere visti dall’altro, sentirsi compresi, contenuti e quindi naturalmente accolti è ciò che ci permette di percepirci come degni di maggior valore. Tale percezione modifica lentamente anche la percezione che abbiamo di noi stessi, portandoci a vederci con occhi diversi.

Come diceva Jacob Moreno, il padre dello psicodramma:

Gli occhi negli occhi, volto nel volto. E quando tu sarai vicino io coglierò i tuoi occhi e li metterò al posto dei miei e tu coglierai i miei occhi e li metterai al posto dei tuoi, allora io ti guarderò coi tuoi occhi e tu mi guarderai coi miei.

In ogni caso, se vuoi intanto in questo video della serie “Pratica la mente” ho descritto alcune attività utili per far crescere sempre più la tua autostima. Buona visione.

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A presto!

Enrico Gamba