Minimalismo. Un diverso stile di vita

Il minimalismo è una corrente che si sta sviluppando sempre più in America e nel mondo grazie all’opera di divulgazione di Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus.

I due autori, ormai famosi in tutto il mondo, portano un modello di vita differente su cui di certo vale la pena riflettere.

Minimalismo - Joshua Fields Millburn & Ryan Nicodemus

Perché ritornare ad un modello minimalista

L’idea del minimalismo e di un ritorno ad una vita più semplice, nasce spontaneamente dalla comprensione di quanto oggi siamo costantemente attratti da falsi modelli che, nel tempo, ci impediscono di vivere effettivamente l’essenza delle cose.

Studiamo per poter lavorare, lavoriamo per poter stare bene e avere tutto ciò che ci serve. Più guadagniamo e più aumentano i costi, finché per mantenere tutto il nostro sistema di vita abbiamo sempre meno da condividere con le persone importanti, con i figli, compagni o compagne, con noi stessi.

Molte persone arrivano alla pensione ritrovandosi senza uno scopo, con la percezione di non aver vissuto o quantomeno di aver perso molto tempo ad accumulare e a fare cose che in realtà non erano così importanti.

Ci abituiamo sempre più a ricercare all’esterno le fonti della gratificazione e guardando agli altri ci immaginiamo che possedendo ciò che anche loro posseggono potremo evidentemente stare meglio. Case, auto, vestiti, oggetti di ogni genere e sempre più di uso comune con costi esorbitanti.

Il risultato più naturale è che siamo sempre più indebitati e impegnati. Con sempre meno tempo di qualità per dedicarci a ciò che sentiamo realmente importante.

Di fatto siamo altrove.

L’insegnamento del minimalismo

Il minimalismo va contro a questo modello essenzialmente trasmettendo un idea fondamentale. Quella di ridurre anziché accumulare.

Più diamo valore alle cose e meno ne diamo a noi stessi.

Bruce Lee

Il minimalismo si è sviluppato inizialmente soprattutto in architettura, nel design e nell’arte più in generale, per approdare nei giorni nostri ad un vero e proprio stile di vita. Nel loro Blog Theminimalist Joshua e Ryan diffondono instancabilmente il loro messaggio che consiste semplicemente nel riprogettare la propria vita dando maggior rilievo alle cose effettivamente importanti.

Come oggi anche l’Università di Stanford ci insegna con il Life design il minimalismo ci spinge a ripensare la nostra vita. A domandarci che cosa effettivamente sia necessario. Che cosa invece inutile o superfluo.

A cosa serve avere tanti soldi in banca se poi non abbiamo il tempo per ridere e vivere serenamente con le persone che amiamo? Oppure per coltivare interessi e passioni?

Come diventare minimalisti

Prima di tutto facendoci delle domande di senso. Mi serve questo? Da quanto tempo non lo uso? Se lo lascio andare, quanto tempo mi ci vorrà per recuperarlo di nuovo?

Oggetti, contatti, relazioni ma anche pensieri e stati interni, oltre che abitudini nella nostra vita.

Il modo più semplice per diventare un minimalista, o quanto meno per iniziare a riflettere su questo diverso modello di vita, è quello di mettere un pò in discussione le cose.

Minimalisti nei pensieri, la pratica della Mindfulness

Di certo il minimalismo si sposa perfettamente con visioni della vita come quelle portate dalla Mindfulness. L’idea di base è essenzialmente la stessa e la pratica di consapevolezza di certo aiuta molto nel ridurre il superfluo.

La meditazione quotidiana è un modo semplice ma efficace per allenarci a ridurre pensieri e stati d’animo inutili o addirittura dannosi.

Ogni giorno siamo tempestati da processi interni ricorrenti di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli. Pratiche come la Mindfulness ci aiutano semplicemente a ridurre questo flusso di pensieri, riportando sempre più l’attenzione a ciò che è, al reale.

Grazie alla pratica di consapevolezza impariamo sempre più ad accorgerci di ciò che effettivamente ci nutre e di ciò che ci intossica, di ciò che ci da energia e di ciò che ce ne toglie.

In questo Mindfulness e minimalismo sono strettamente legati.

Minimalismo nella cura di sé

Ma il minimalismo è un concetto importante legato anche alla cura di noi stessi, del nostro corpo, delle nostre abitudini quotidiane. Quanto mi è utile davvero stare davanti a un monitor? Quanto mi aiuta davvero mangiare certi cibi? Quanto è importante fare sport ogni giorno?

L’approccio minimalista ci spinge a riconsiderare davvero le nostre abitudini anche nella suddivisione del nostro tempo quotidiano e di ciò che facciamo esattamente in esso. Ha senso per esempio prendere l’auto se lo stesso tragitto potrebbe essere fatto comodamente in bicicletta? Chiaramente questo è molto soggettivo ma il senso più in generale è proprio quello di cercare di riportare all’essenza le cose, organizzandoci e facendo scelte in base al nostro reale bisogno.

Minimalismo e oggetti

Di certo il minimalismo trova la sua più evidente manifestazione nella cura dei propri oggetti. Spesso abbiamo un rapporto con gli oggetti della nostra vita distratto, scostante, costoso, a tratti bulimico. Attratti da modelli appresi su media, social o semplicemente guardandoci in giro, veniamo educati fin da piccoli ad ottenere e a provare piacere per il possedimento di oggetti. Veniamo educati dalla pubblicità, dai compagni, spesso dai familiari. Gli oggetti diventano la ricompensa, l’obiettivo, ciò che conta poter avere.

Possedere oggetti dona di certo una certa quantità di gioia ma essa è in genere passeggera. Molto passeggera.

Il minimalismo ci spinge a riconsiderare i nostri reali bisogni soprattutto in relazione agli oggetti. Avere una casa di 250 metri quadri è bello, indubbiamente una grande soddisfazione, ma come mai le ricerche evidenziano che di quei 250 metri quadri in media una famiglia ne utilizza al massimo 70?

Ci indebitiamo per decenni per possedere oggetti che di fatto poi non usiamo. Chiaramente questo ci porta altrove. Anziché usare il prezioso tempo che abbiamo a godere del qui e ora della vita, dedichiamo tutte le nostre energie per consolidare possedimenti che spesso si rivelano inutili.

Seneca e il minimalismo

In realtà anche se oggi si sta diffondendo con questo nome, l’idea che sta dietro al minimalismo non è di certo nuova. Già Seneca nel suo “De brevitate vitae” sosteneva che l’esistenza umana non è tanto breve, ma viene resa tale dalla nostra incapacità di adoperare il tempo che ci è stato assegnato in maniera proficua.

Anziché dedicarci alle cose importanti della vita, passiamo la maggior parte di essa a costruire tutto il necessario per godere di piccoli sfuggevoli momenti. Come allora anche oggi la maggior parte di noi dedica tutto il proprio tempo nel lavoro o negli “affari pubblici” a cercare di mettere qualcosa da parte. Tutto questo avviene, secondo Seneca, perché non ci si rende conto del fatto che il tempo è il nostro bene più prezioso.

Gli uomini sono spesso restii a dare il proprio denaro, ma concedono con facilità il proprio tempo, non rendendosi conto che è proprio questa l’unica cosa per cui varrebbe la pena essere avari.

Che cosa possiamo fare

Come detto la questione è quella di riprogettare la propria vita e di farlo nel breve, medio e lungo periodo. Quante ore voglio dedicare al lavoro? Quante alla famiglia? Quante al mio tempo libero?

Molte persone non si concedono minimamente la possibilità nemmeno di sognare differenti possibilità, dando per scontato che non sia possibile cambiare gli schemi di riferimento. Ma è veramente così?

Il punto è di animarsi di creatività e coraggio e ricalibrare gli ingredienti. Di quanto spazio ho bisogno per vivere bene? Di quanti e quali oggetti? Di quanti soldi? Come posso guadagnarli? Ci sono altri modi? Come voglio che sia la mia quotidianità?

Spesso è utile iniziare dalla casa. Da una stanza. Posso ad esempio iniziare dalla camera da letto e liberare tutti gli armadi dagli abiti che non ho usato almeno una volta nell’ultimo anno. Se non li uso è perché non mi servono. Il bagno, il soggiorno, la cucina.

La casa è il simbolo del nostro mondo interno. Pulire e svuotare la casa da oggetti inutili che non uso è un pò come liberarmi interiormente da tutte quelle parti che non mi servono più a nulla e che occupano spazio.

Azioni che possiamo mettere in pratica ogni giorno

Per alcuni il minimalismo si è già trasformato in una moda. Ma ciò che dimostrerà l’autenticità di uno stile minimalista sarà il tempo. Le mode passano, lo stile resta.

E’ necessario comprendere che il minimalismo non è qualcosa che si raggiunge svuotando casa ma è più che altro uno stile di vita, un approccio mentale, un setting psicologico che va costruito giorno per giorno nell’arco di una vita. Vediamo alcune buone abitudini che potremmo tutti mettere in pratica per allenare la mente a ridurre sprechi e bisogni e a vivere con maggior soddisfazione la vita.

  • Abituati ogni giorno a buttare una sola cosa che sai che non ti serve più. Buttala semplicemente via o se ha valore regalala. Ogni giorno una cosa. Nel tempo ti renderai sempre più conto di quante cose inutili ci circondano.
  • Trova un posto per ogni oggetto in casa. Metti in ordine e fai che lo spazio che ogni oggetto occupa sia funzionale alla tua vita.
  • Tieni solo gli indumenti che indossi veramente, liberati degli altri.
  • Pratica la meditazione ogni giorno e impara a liberarti di pensieri inutili.
  • Riduci i desideri.
  • Evita i consumi inutili, come ad esempio le bottiglie di plastica. Comprati una bella borraccia e portala sempre con te.
  • Cerca la funzionalità delle cose non basarti sul brand.
  • Prima di fare un acquisto domandati per quanto tempo effettivamente utilizzerai quell’oggetto e se ne vale quindi la pena.
  • Quando devi prendere degli impegni domandati se davvero tieni a ciò per cui stai bloccando il tuo tempo.
  • Domandati se hai davvero voglia di fare ciò che stai facendo.
  • Se puoi evita di fare debiti. I debiti ci legano.
  • Focalizzati sul migliorare te stesso piuttosto che sul possedere di più.

Infine in questo video della serie “Pratica la Mente” spiego 9 attività che ciascuno di noi può svolgere per rendere la vita più semplice.

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A presto!

Enrico Gamba