Percezione di Autoefficacia e autostima

Percezione di autoefficacia e autostima sono strettamente connesse.
La percezione di autoefficacia, ideata da Albert Bandura, ci permette di raggiungere gli obiettivi che vogliamo nella via. E’ grazie ad essa che non demordiamo di fronte alle difficoltà e riusciamo a progredire sicuri di potercela fare.

Autoefficacia - Bannister - Psicologo Milano

La percezione di autoefficacia si basa sul nostro sistema di credo rispetto a noi stessi, su quanto pensiamo effettivamente di essere in grado, di avere le carte in regole per affrontare le situazioni che incontreremo. La percezione di autoefficacia si costruisce sulla base delle nostre tante esperienze di successo e di fallimento, a partire dai nostri primi anni di vita e poi via nel corso del tempo.

Ogni volta che raggiungiamo un obiettivo grazie alle nostre forze, che incontriamo e superiamo difficoltà, la nostra percezione di autoefficacia cresce, permettendoci di sviluppare sempre più una solida fiducia in noi stessi.

La percezione di autoefficacia ci permette di andare oltre i nostri stessi limiti, guidati dalla certezza profonda e alle volte inspiegabile di potercela fare, di essere in grado nonostante tutte le avversità, nonostante tutti dicano che non è possibile e che nessuno prima di noi c’è mai riuscito.

La bella storia di Roger Bannister

Il 6 maggio del 1954 Roger Bannister fece qualcosa di assolutamente stupefacente per l’epoca in cui viveva, superando la scienza e le credenze collettive sulle possibilità umane. Grazie alla sua ferma convinzione di potercela fare riuscì a correre un miglio in meno di quattro minuti.

Nessuno allora credeva fosse possibile a parte lui.
La sua performance dimostrò al mondo che tutte le tesi, avvalorate anche da illustri ricerche scientifiche del tempo, erano errate. L’uomo poteva correre il miglio in meno di quattro minuti, il suo cuore non sarebbe esploso, non sarebbe morto.

Sai qual è la cosa più sorprendente di questa storia? Dopo di lui, lo stesso anno, ben trentasette fra atleti e studenti, riuscirono a scendere sotto lo stesso tempo. In tre anni più di trecento riuscirono a superare questo limite. Le persone accettarono l’idea di potercela fare. Ora tutti potevano scendere sotto i quattro minuti.

Credere che sia possibile è la base di ogni successo. Credere che riusciremo a farcela, che arriveremo in fondo, che “siamo in grado”, è ciò che ci permette di prendere sul serio i nostri sogni, i nostri obiettivi, e di perseguirli senza limiti.
Vedere altri che riescono apre la porta, ma poi tocca a noi impegnarci, non demordere, sicuri che avremo tutte le risorse per arrivare dove il nostro cuore esige.

Come far crescere la percezione di autoefficacia

Per far crescere la percezione di autoefficacia, dobbiamo imparare a portare avanti i nostri compiti, a seguire le visioni che abbiamo avuto rispetto ad essi. Non conta tanto portare avanti troppe cose, è invece importante riuscire a iniziare e finire, a sviluppare dentro di noi la consapevolezza di essere in grado, la certezza di potercela fare.

Nella vita capitano a volte momenti di sconforto, difficoltà estreme o vissute come tali, in cui ci sentiamo affranti, senza risorse, delusi dalla vita. In quei momenti la nostra percezione di autoefficacia si azzera, come se non fossimo in alcun modo in grado di fare di meglio. Tuttavia è proprio in quei momenti che dovremmo ricordarci di quanto la nostra percezione di autoefficacia possa trasformarsi e cambiare nel tempo.

Nulla è mai definito a priori, le cose possono cambiare nella vita. Possono esserci momenti di turbolenza o addirittura alluvioni, ma il sole c’è sempre e non verrà in alcun modo scosso da tutto ciò.

Dentro di noi c’è un’innata autostima e fiducia in noi stessi che devono essere solo scoperte e sperimentate, un enorme potenziale tutto da scoprire. Noi possiamo farcela, possiamo migliorare sempre più la nostra percezione di autoefficacia, dobbiamo solo imparare a prenderci cura di noi stessi, iniziare a notare e a sottolineare ogni volta che riusciamo a fare bene qualcosa o che riceviamo dei feedback positivi dalle persone che ci sono vicine, ogni volta che ci sentiamo gratificati per aver raggiunto un obiettivo. Nella maggior parte dei casi noi sottostimiamo il nostro potenziale, convincendoci di non poter fare nulla per cambiare.

Cambiare il sistema di credo rispetto a noi stessi

Già solo cambiare questo credo può avere un effetto decisivo nella nostra vita, aiutandoci a modificarla. Credere in se stessi e nel nostro potenziale è un passo decisivo nella vita.

Dobbiamo inoltre imparare a dare il giusto peso all’esperienze altrui e a ciò che gli altri ci raccontano. Uno degli altri tasselli che va a costruire la nostra percezione di autoefficacia è proprio basato sull’esperienza di chi ci sta vicino, sui come noi l’ascoltiamo e interpretiamo. Dobbiamo capire che ciascuno di noi è diverso, ciascuno con talenti e visioni differenti, con diverse lezioni da apprendere. Basarci sui racconti degli altri per definire il nostro percorso può essere alle volte saggio, altre un enorme peccato.

Che cosa ne sarebbe del mondo se Lincoln o Luther King avessero accolto le visioni correnti della gente comune anziché credere in sé stessi?

Ciascuno di noi ha un seme unico che va curato e coltivato, giorno dopo giorno, con amore e dedizione. Qualcosa di prezioso che porterà frutti a noi stessi e agli altri.

Il potenziale d’altro canto non è nulla senza pratica.

Allenare ogni giorno la mia percezione di Autoefficacia

Una delle attività in cui ci possiamo impegnare ogni giorno per far crescere la nostra percezione di autoefficacia è quella di fissare degli obiettivi progressivamente sempre più complessi e raggiungerli.

Ci percepiamo efficaci nella vita se sentiamo una coerenza fra quelli che sono i nostri propositi e l’effettiva realizzazione degli stessi.

Molti cadono in questo percorso semplicemente perché si pongono obiettivi troppo complessi senza darsi il tempo di raggiungerli.

Il punto è di sviluppare una buona competenza di progettazione nel breve, medio e lungo periodo.

Se riesco a pianificare bene, considerando al meglio potenziale e risorse, nel lungo tempo riuscirà sempre più a realizzare i miei obiettivi a sentirmi in grado di dirigere la mia vita.

Percezione di autoefficacia e autostima

L’autostima riflette la valutazione emotiva soggettiva complessiva di una persona e del proprio valore. È un giudizio su se stessi, un atteggiamento verso se stessi. Possiamo dire che l’autostima è la nostra opinione di noi stessi. Avere un’alta autostima significa avere una buona opinione di noi stessi mentre una bassa autostima è caratteristica di chi ha maturato essenzialmente una cattiva opinione di sè.

L’autostima è importante perché influenza il modo in cui pensiamo, agiamo e persino il modo in cui ci relazioniamo con gli altri.

La percezione di autoefficacia, al contrario, è la convinzione di una persona nella propria capacità di avere successo in situazioni specifiche o nello svolgere un compito. La percezione di autoefficacia ha quindi un ruolo importante nel definire il modo in cui si affrontano obiettivi, compiti e sfide.

È la convinzione ottimista nella nostra competenza o possibilità di realizzare con successo un compito e produrre un risultato favorevole.

Percezione di autoefficacia e resilienza

Un’altra differenza che possiamo sottolineare è quella fra percezione di autoefficacia e resilienza.

Come detto l’autoefficacia consiste per lo più nella convinzione di riuscire a svolgere un certo compito o affrontare una certa situazione.

La resilienza è invece la capacità che abbiamo di resistere soprattutto nei momenti di difficoltà. Resilienza e percezione di autoefficacia sono chiaramente collegate. In generale, più aumenta la nostra resilienza e più aumenterà naturalmente la nostra percezione di autoefficacia.

Maggiore sarà la resilienza e maggiore sarà la nostra capacità di affrontare difficoltà e superarle. Questo ci porterà a percepirci sempre più in grado di realizzare effettivamente i nostri obiettivi.

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Enrico Gamba