Autostima e narcisismo, differenze e convergenze

Autostima e narcisismo sono due caratteristiche dell’essere umano che da sempre suscitano molto interesse. Entrambi i due aspetti hanno in comune la tendenza delle persone a riferire un’alta valutazione di sé, eppure mantengono delle differenze sostanziali per le quali è utile osservare più in da vicino.

Normalmente con il termine autostima ci si riferisce alla valutazione soggettiva di un individuo sul proprio valore come persona. Una persona con un’alta autostima globale è una persona che riesce a riconoscere il proprio valore, distinguere diversi aspetti positivi di sé e a viverli serenamente nella propria vita.

Autostima e narcisismo

Il narcisismo viene normalmente inteso come un’eccessiva preoccupazione o ammirazione per se stessi. A lungo è stato, a ragione, classificato come un disturbo della personalità caratterizzato da un senso esagerato di importanza personale, un forte bisogno di ammirazione e una pressoché totale assenza di empatia. Come nel mito di Narciso che si innamora osservando la propria immagine allo specchio il narcisista prova piacere dalla contemplazione o dall’ammirazione del proprio corpo o di sé.

Autostima e narcisismo, quali le convergenze

Leggendo le definizioni di autostima e narcisismo ci si rende conto di quali possano essere le convergenze fra questi diversi aspetti della personalità. Una persona con un alta autostima riferisce di se stessa come una persona capace, intelligente, in grado di realizzare i propri obiettivi, al pari di una persona con una elevata tendenza narcisistica. E, forse, entro certi limiti, il confine fra autostima e narcisismo può risultare in effetti sottile.

Una persona con una buona autostima può mantenere delle componenti narcisistiche, può provare piacere ad osservarsi e a prendersi cura di sé.

Tuttavia il problema nasce quando la componente narcisistica sfocia in un conclamato stile narcisista o addirittura in una limitazione funzionale dovuta al narcisismo stesso, di fatto in un disturbo. Quando l’eccessiva centratura su di sé porta ad esempio a costruire relazioni tossiche.

In questi casi da una buona autostima si passa velocemente verso una falsa autostima, più caratteristica di chi sovrastima il proprio valore perché incapace di riconoscere realmente se stesso.

In questo video descrivo le caratteristiche di una falsa autostima.

Questo video fa parte del corso online gratuito sull’autostima che trovi qui.

Le componenti sane e malsane del narcisismo

Da uno studio condotto nei Paesi Bassi per esplorare le correlazioni fra un alto narcisismo e le diverse abitudini di vita è emerso come le persone dai 18 ai 78 anni con punteggi più alti di narcisismo avessero maggiori probabilità di dedicarsi all’attività fisica.

Una persona con un sano moderato narcisismo potrà prendersi maggiormente cura del proprio corpo, mangiare bene, curare il proprio aspetto e cercare di migliorarsi ogni giorno, tutti questi aspetti correlati anche con una buona autostima.

Un moderato narcisismo adattivo spingerà anche la persona a studiare di più e ad eccellere nei diversi ambiti di vita, andando ad incrementare un’alta stima di sé.

Fin qui nulla di male e, anzi, per molte persone riuscire a beneficiare degli aspetti positivi di un moderato narcisismo potrebbe rappresentare la soluzione a molti mali. Il problema nasce quando la componente narcisistica prende maggiormente piede, portando le persone a non mangiare pur di avere un corpo “perfetto”, ad essere più preoccupate di come appaiono piuttosto che di cosa stiano facendo, di essere talmente centrate su se stesse da non accorgersi neanche di chi è loro di fronte.

Il narcisismo può portare verso storture gravi spingendo a manipolare gli altri, a fare deliberatamente del male, ad essere costantemente tesi al perfezionamento “cieco” di se stessei.

Le componenti dell’autostima

Come accennato anche l’autostima può essere intesa come un continuum che va da una “vera” e solida autostima a una “falsa” autostima, dove il valore che viene dato a se stessi è cieco, molto simile a quello del narcisista.

Una vera forte autostima si basa primariamente sul valore che riusciamo a dare a noi stessi, valore che si costruisce giorno per giorno, incontrando e superando difficoltà. Un valore che nasce generalmente (ma non solo) nelle relazioni primarie della nostra vita, grazie a interazioni sane con l’altro che ci permettono di sviluppare empatia e connessione. Una persona con una buona autostima ha in genere sviluppato anche una più alta intelligenza emotiva e, soprattutto, è in grado di riconoscere il valore negli altri.

Diverse ricerche hanno messo in relazione gli studi sull’autostima con quelli sull’attaccamento di John Bowlby, sottolinenando come relazioni accudenti ed empatiche avute fin da bambini ci permettono di sviluppare un atteggiamento più sicuro verso la vita.

Narcisismo e falso sé

Viceversa il narcisista viene associato a situazioni infantili difficili, di sofferenza e solitudine, dove l’ambiente ostile è in grado di produrre la cosiddetta “ferita narcisistica“. E’ come se il bambino si aspettasse naturalmente di essere amato ma non ricevendo quell’amore rimanesse ferito spostando l’attenzione completamente su se stesso.

Tale spostamento può così essere visto come l’inizio della costruzione di un “falso sé” su cui basare una falsa autostima e l‘incapacità di vedere realmente se stessi.

La ferita narcisistica sarebbe tale da portare la persona a provare nel profondo una profonda disistima per se stessa una disistima così intensa da essere mascherata alla persona stessa con un esagerato apprezzamento di sé.

Accettare il proprio “non valore percepito” sarebbe troppo.

Autostima e narcisismo, come portarli verso una dimensione più sana

Il punto diventa così quello di riconoscere se stessi, di riuscire a vedere i nostri lati ciechi, quelle parti di noi stessi che non riusciamo a riconoscere perché fonte forse di troppo dolore.

Alle volte la vita ci costringe a fare questo mettendoci in difficoltà, altre volte è il nostro desiderio sincero a crescere che ci porta a intraprendere un percorso di conoscenza di sé.

Se riconosco in me delle componenti narcisistiche posso cercare di comprendere da dove esse originino e di smussarle, cercando di prendere solo il lato positivo del narcisismo. Parimenti, se percepisco di aver sviluppato una sorta di falsa autostima sentendomi nel profondo carente, posso cercare di lavorare su me stesso andando a costruire un autostima più solida, basata su una sincera aspirazione a migliorare.

Di certo in questo il mezzo primario per crescere sarà la relazione con l’altro, lo stare insieme, il provare empatia e rispetto. Questo potrà essere un buon indicatore per comprendere se sto gestendo bene i miei lati narcisistici, sviluppando una reale solida autostima o se invece mi sto semplicemente chiudendo in me stesso.

Provare empatia, compassione, partecipazione all’altrui destino è il segno distintivo di una persona che sta sviluppando una più armonica personalità caratterizzata da un reale valore.

Lavorare sulle relazioni per armonizzare autostima e narcisismo

E così lavorare sulle relazioni, sullo stare bene con gli altri, può essere un buono strumento per crescere e armonizzare i nostri lati narcisistici, trasformandoli sempre più in una sana e solida autostima.

Nella relazione, grazie anche ai rimandi di altri significativi, possiamo comprendere meglio i nostri lati oscuri, le tendenze all’isolamento o all’eccessiva centratura su di sé.

Aprendoci all’altro, e, se riusciamo, essendo anche utili agli altri, possiamo sperimentare un senso di valore maggiore che può aiutarci ad andare nella direzione di un’autostima più solida e reale.

Riuscendo ad andare sempre più in profondità nella relazione potremo curare quegli aspetti di noi stessi che ci hanno portato a chiuderci. Riuscendo ad amare sempre più l’altro potremo anche vincere il dolore del passato trasformando ciò che è stato in un presente migliore.

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Enrico Gamba