Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra sono le principali figure deputate secondo la nostra legislazione ad occuparsi di salute mentale. Tuttavia, nonostante ciascuna professione abbia delle sue specifiche caratteristiche, spesso si crea una certa confusione fra di esse.

In questo post spiego le differenze fra queste differenti figure professionali.

Psicoterapeuta - Enrico Gamba

 

Chi è lo psicologo

Lo psicologo prima di tutto è una figura relativamente giovane nel panorama italiano. La sua definizione su un piano legislativo è avvenuta con la legge 56 del 1989 che definisce così lo psicologo:

“La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Per poter esercitare la professione di psicologo una persona deve aver completato degli studi universitari in psicologia (3+2), aver svolto un tirocinio formativo della durata di un anno e aver superato un esame di stato. Tali conseguimenti permettono allo psicologo di iscriversi al proprio albo professionale regionale afferente a quello nazionale, e di iniziare la propria professione.

Durante il suo percorso di studi il neo psicologo ha già modo di differenziarsi scegliendo l’ambito specifico in cui vorrà inserirsi: clinico, neuropsicologico, di comunità, delle organizzazione, della comunicazione e così via.

In ambito clinico lo psicologo, come definito dall’articolo 56, si occupa prevalentemente di diagnosi, cura e sostegno per individui, gruppi e comunità.

Qui descrivo meglio che cos’è un percorso di supporto psicologico.

Qui invece trovi una descrizione più approfondita.

 

Lo psicoterapeuta

Lo psicoterapeuta è invece uno psicologo o un medico che, una volta abilitato con il rispettivo esame di stato, intraprende un percorso di specialità pubblico o privato in psicoterapia. Tali percorsi hanno in genere la durata di 4 o 5 anni e abilitano alla professione di psicoterapeuta.

Sempre la stessa legge 56 del 1989 definisce anche la figura dello psicoterapeuta:

“L’esercizio dell’attività psicoterapeutica è subordinato ad una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia, attivati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, presso scuole di specializzazione universitaria o presso istituti a tal fine riconosciuti con le procedure di cui all’articolo 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica.”

Lo psicoterapeuta può quindi essere un medico che ha seguito il suo percorso canonico in medicina per poi approfondire lo studio della mente o uno psicologo che parimenti ha approfondito, grazie ad una scuola di psicoterapia, la cura delle diverse patologie e in generale della persona.

La linea di confine fra psicologo e psicoterapeuta è in realtà spesso sottile. In generale possiamo dire che lo psicologo si occupa per lo più come detto di sostegno psicologico e counseling. Lo psicoterapeuta approfondisce il lavoro più tipicamente psicologico svolgendo quella comunemente chiamata la terapia del profondo, andando a lavorare su situazioni in genere più complesse.

Gli strumenti elettivi dello psicoterapeuta sono per lo più la parola e la relazione. A seconda dei diversi modelli di psicoterapia lo psicoterapeuta interviene in base al suo modello di riferimento usando strumenti specifici.

In questa pagina descrivo meglio che cosa effettivamente sia la psicoterapia.

 

Lo Psichiatra

Lo psichiatra infine è una figura ancora diversa. Il percorso per diventare psichiatra è quello di laurearsi in medicina, seguire il tirocinio post lauream e superare l’esame di stato per poi specializzarsi con un corso della durata di cinque anni in psichiatria.

La differenza sostanziale fra il medico psichiatra e lo psicologo/medico psicoterapeuta sta nel fatto che lo psichiatra si occupa prevalentemente di psicofarmacologia. In tutto il suo piano di studi, prima come medico e poi come psichiatra, approfondisce la cura delle malattie mentali utilizzando come strumento primario la somministrazione farmacologica.

In Italia è previsto che completato il suo percorso in psichiatria lo psichiatra possa fare richiesta di essere iscritto nel registro degli psicoterapeuti ed esercitare tale professione.

 

Altre figure nella cura della salute mentale

Neuropsichiatra infantile

Altre figure che si occupano sempre di salute mentale sono il neuropsichiatra infantile, un medico chirurgo che si è specializzato in neuropsichiatria e che in genere si occupa prevalentemente di minori integrando in genere la cura farmacologica con il lavoro più tipicamente psicologico/psicoterapeutico.

Neuropsicologo

E’ una figura relativamente giovane. E’ in genere uno psicologo che ha seguito una scuola quinquennale in neuropsicologia. Si occupa per lo più di processi cognitivi: linguaggio, attenzione, concentrazione, memoria, capacità di ragionamento. Lavora approfondendo il funzionamento neuronale dell’individuo usando strumenti di indagine e di intervento atti a valutare e intervenire su aree specifiche del funzionamento.

Ipnoterapeuta

E’ in genere uno psicoterapeuta che ha seguito una formazione ulteriore in ipnosi clinica. L’ipnosi è una pratica clinica sempre più diffusa complementare soprattutto al lavoro dello psicoterapeuta che permette di lavorare nel profondo. Si differenzia per i suoi tanti utilizzi. Ipnosi metaforica, ipnosi medica, ipnosi ericksoniana, ipnosi regressiva.

 

In questo video approfondisco questi temi.

https://youtu.be/9p1daxqEtLw