Credere in se stessi

Credere in se stessi è una delle qualità fondamentali che ciascuno di noi è chiamato a sviluppare nella vita.

credere in sé stessi - Psicologo Milano
credere in sé stessi – Psicologo Milano

Che cosa fa si che semplici persone riescano a compiere imprese memorabili contro ogni aspettativa di successo, mentre altre, che magari hanno risorse e mezzi notevoli, non riescano a migliorare di molto la propria condizione?

Oggi, per cercare di dare risposte a domande come queste, molte ricerche stanno spostando l’attenzione verso concetti quali la percezione di auto-efficacia, la resilienza o l’autostima. Tutte caratteristiche personali strettamente connesse con la capacità di credere in se stessi.

Per credere in se stessi è a volte necessario uno sforzo

Credere in se stessi è la migliore garanzia di successo nella vita. Ma come un albero che necessita di acqua e luce per poter crescere, anche la capacità di credere in se stessi necessita di essere alimentata con esperienze e pensieri ed esperienze positive.

Soprattutto in seguito ad esperienze relazionali che possono aver compromesso la nostra innata autostima, la capacità di credere in se stessi può deteriorarsi, facendoci concludere essenzialmente di non essere in grado di affrontare specifiche situazioni o più in generale la vita.

Nei suoi bellissimi studi sull’attaccamento umano, John Bowlby ha dato avvio, nel secolo scorso, ad una serie di ricerche che hanno ormai dimostrato come già da bambini, grazie soprattutto all’esperienze primarie con i nostri genitori, si apprende o meno, la capacità di credere in se stessi.

Come cresce la capacità di credere in se stessi

In base alle relazioni costruite con le nostre figure di riferimento, diveniamo più o meno sereni nell’esplorare il mondo, fiduciosi, o meno, di poter tornare alla nostra “base sicura”.

All’inizio tale base viene rappresentata appunto dai genitori, ma poi, crescendo, viene interiorizzata come una base da cui partire nella vita. Ovviamente genitori sicuri e fiduciosi, piuttosto che preoccupati o evitanti, avranno un impatto completamente diverso sulla costruzione di quest’importante struttura interna.

Ciascuno di noi, crescendo, apprenderà a credere in se stesso, grazie a piccoli esperimenti relazionali, successi e fallimenti di ogni giorno.

La trasmissione della fiducia in se stessi

Come detto le relazioni primarie hanno un ruolo centrale, in alcuni studi successivi è stato addirittura possibile predire lo stile di attaccamento dei bambini, ovvero la loro capacità di affrontare le situazioni della vita con sicurezza, preoccupazione o tendendo ad evitare le emozioni, ancora prima che questi nascessero, semplicemente intervistando le loro madri e valutando la loro rappresentazione mentale nei confronti dell’attaccamento stesso.

La fiducia in sé stessi viene quindi trasmessa in buona misura da genitori a figli, in un ciclo continuo, in genere del tutto inconsapevole. E qui la consapevolezza ricopre un ruolo centrale, è infatti grazie ad essa che è possibile spezzare questo stesso ciclo, riuscendo a trasformare la nostra prospettiva.

Il grande ruolo della consapevolezza

In base alle nostre esperienze primarie e al nostro temperamento di base, costruiamo una rappresentazione della realtà e di noi in essa. Grazie ad essa andiamo poi ad leggere e interpretare la realtà e gli eventi di ogni giorno. La consapevolezza che svilupperemo rispetto a questo nostro processo interno sarà lo strumento principale per iniziare a trasformare la percezione che abbiamo di noi stessi.

Essere consapevoli vuol dire essere in grado di prendere le distanze e di aprire così la strada alla possibilità di scegliere fra ciò che ci alimenta e ciò che invece ci danneggia. Ciò che fa aumentare o meno la nostra capacità di credere in noi stessi.

Nonostante le nostre precoci esperienze di attaccamento noi possiamo così cambiare, trasformando quelli che sempre Bowlby ha definito i nostri nodelli operativi interni, quei modelli che ci insegnano essenzialmente le “regole del gioco”, cosa dire, come pensare, come interpretare, come vivere la vita.

Credere in se stessi dipende da come ci vediamo

Capire quali sono i nostri pensieri ricorrenti rispetto a noi stessi o alle nostre capacità, oppure riuscire a riconoscere sempre meglio i nostri stati interni, imparando a gestirli, è un passo necessario per far crescere intenzionalmente la nostra capacità o meno di credere in noi stessi.

Quante volte ci capita di rinunciare ai nostri progetti o anche semplicemente a certe semplici esperienze ad esempio di relazione, semplicemente perché diamo per scontato che non saremmo in grado, che sarebbe troppo difficile, ripercorrendo nella memoria più o meno consapevolmente tutte l’esperienze precedenti di fallimento?

La vita ci programma, ciò che la maggior parte di noi trascura è che ciascuno ha la possibilità di divenire cosciente di questi programmi e di iniziare a trasformarli.

Per fare questo la cosa più semplice per iniziare è quella di impostare la propria vita diversamente, cercando di costruire abitudini di pensiero ed azione diverse, mettendo ordine nella nostra realtà, a partire dalla nostra casa, nell’ambiente di lavoro, nelle relazioni e sempre più dentro noi stessi, vivendo progressivamente sempre più esperienze positive ed arricchenti, piccoli grandi successi grazie ai quali far crescere la piccola piantina della fiducia in sé stessi e dell’autostima.

Pianificare la nostra crescita

Ciò che la maggior parte di noi sottovaluta è il potere del cambiamento. Quanto ciò che ripetiamo ogni giorno nella nostra vita ci modifica nel profondo, ogni giorno di più. Se vuoi credere in te stesso puoi ad esempio imparare a pianificare il tuo successo.

Ti sarà capitato di iniziare una qualsiasi attività nella vita. Andare a scuola, fare sport, stare con gli altri ecc.. Per ciascuna di queste attività hai dovuto imparare a metterci costanza, continuità, impegno.

Giorno dopo giorno hai imparato moltissimo e oggi sei ciò che sei grazie alle ripetizioni che hai effettuato regolarmente.

Così come hai imparato a fare tante cose (camminare, mangiare, correre, saltare, leggere, e tutto il resto..) puoi imparare anche ad avere sempre più fiducia in te stesso. Puoi imparare a credere in te stesso. Come? Pianifica.

Prova a pensare all’ultima volta in cui facendo qualcosa hai sentito di avere fiducia in te stesso. Potrebbe essere quando hai organizzato e svolto l’ultimo viaggio. Oppure quando ha iniziato, realizzato e concluso un progetto. Tutte queste esperienze hanno di certo fatto crescere la tua fiducia in te stesso. Magari in specifici ambiti ma anche in parte nella visione più generale di te.

Inizia a programmare una serie di progetti da realizzare, secondo il tuo punto di partenza, che ti porterebbero a far crescere la tua capacità di credere in te stesso. Potrebbe essere l’impegno a meditare ogni giorno o fare sport, o realizzare un piccolo o grande progetto. Valuta tu ma inizia.

Incontrare difficoltà e superarle ci fa crescere

Vedi, come diceva un grande terapeuta, Roberto Assagioli la Volontà ha un potere incredibile dentro di noi. La volontà fa sintesi, ci permettere di mettere insieme tutti i pezzi.

Se definisci un programma e lo segui, ciò che accadrà dentro di te è che inizierai a incontrare difficoltà e a superarle. Questo farà crescere in te sempre più la capacità di credere nel tuo potenziale, in ciò che sei.

Metti in conto che incontrerai i classici nemici interiori. La paura, sia del successo e sia del fallimento, l’ansia, la mancanza di fiducia, il dubbio di non star facendo la cosa giusta, il timore di non essere effettivamente in grado. La mente è molto creativa nel creare tutti questi ostacoli. Ma se tu metti in conto che per certo incontrerai queste difficoltà, puoi anche iniziare a pianificare con maggiore sicurezza la crescita della fiducia in ciò che sei.

Troppo spesso leggiamo questi “pensieri negativi” come il segno che stiamo sbagliando e invece di insistere desistiamo.

Insisti, vai fino in fondo. La tua capacità di credere in te stesso crescerà.

Se vuoi in questo altro video spiego alcuni esercizi per aiutarti con la Volontà 😉. A presto!

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A presto!

Enrico Gamba