Suggestione e autosuggestione

Come veniamo influenzati dagli altri e da noi stessi

Suggestione e autosuggestione sono due processi del tutto naturali che continuamente avvengono nella nostra vita. Dal verbo latino suggerere, suggestione significa “portare sotto”, rammentare, spesso il suo significato ha avuto il connotato negativo di “istigazione malvagia” o “insinuazione fatta con malizia”.

La suggestione in ambito forense, o comunque all’interno delle dispute, veniva intesa come una pratica finalizzata a suggerire, grazie al dialogo, una certa visione delle cose.

Suggestione e autosuggestione

Imparare a suggestionare l’altro è così un modo per portarlo a pensare e percepire così come noi vorremmo.

In realtà la suggestione è un meccanismo del tutto naturale. In base alla motivazione che possiamo usare per suggestionare l’altro, o noi stessi, la suggestione potrà avere esiti differenti e diverse valenze.

Suggestione nella vita di tutti i giorni

Ogni giorno veniamo suggestionati da ciò che ci circonda. Un libro, un’immagine, uno snack vicino alle casse del supermercato. Costantemente veniamo sottoposti a delle suggestioni, in molti casi finalizzate a interessi non sempre dichiarati.

Un esempio eclatante di questo è proprio la pubblicità. Nel marketing tutto viene valutato per poter “suggerire” all’altro una certa visione delle cose. Per promuovere un bisogno o un desiderio.

L’arte della pubblicità sta in genere nel riuscire proprio a indurre questo “suggerimento” sotto la soglia di attenzione della persona. Se riesco a convincere le persone a comprare un certo modello di auto facendogli percepire la loro sicurezza e affidabilità, senza parlare di auto, sto semplicemente suggestionando, o cercando di suggestionare, le persone.

Una questione di attenzione

Per definizione la suggestione è qualcosa che “porta sotto”. Dove il sotto viene definito essenzialmente dal nostro livello di attenzione.

Se sono presente a ciò che accade, e ai piccoli dettagli della comunicazione, difficilmente potrò essere suggestionato inconsapevolmente. Se me ne accorgo la suggestione potrà avere un impatto inferiore sulla mia percezione o non avverrà affatto. Se riconosco i diversi elementi che mi portano ad una certa visione delle cose posso sempre decidere di cambiare prospettiva e, quindi, il potere della suggestione sarà meno intenso.

Viceversa se la mia soglia di attenzione sarà più bassa, e se diverse informazioni colpiranno il mio inconscio, senza che io me ne accorga, con buona probabilità queste informazioni andranno a modificare la mia percezione della realtà, portandomi a modificare atteggiamenti e comportamenti.

La consapevolezza è quindi un fattore fondamentale che ha qui un impatto importante.

Gli strumenti della suggestione

La suggestione viene resa possibile da diversi elementi. Uno di questi è di certo la distrazione.

Se sono distratto, o diversi stimoli riescono a distrarmi, il messaggio suggestivo riuscirà a colpirmi maggiormente andando a portare l’esito sperato. Riprendendo l’esempio della pubblicità questo è un classico strumento. In pochi secondi veniamo coinvolti in un susseguirsi di suoni e immagini che ci coinvolgono pienamente e, nel mentre, veniamo esposti al messaggio pubblicitario. Questo passa come inosservato, non è in genere il tema sul quale viene dirottata la nostra attenzione, ma viene associato come elemento importante all’emozione sperimentata.

L’emozione ha qui un ruolo centrale. Più riesco a suscitare un’emozione nella persona e più posso sperare di lasciare in essa un messaggio suggestivo.

Importante è anche l’elemento temporale. Banalmente, gli inserti pubblicitari vengono messi nel momento in cui siamo maggiormente emozionati dalla trama del film o, durante un concorso, nel momento in cui il partecipante riceve gli applausi.

Un altro strumento della suggestione è la ripetizione. Ripetendo il messaggio più volte il sistema smette di notarlo e lo registra.

I diversi livelli di suggestione

Da tenere in considerazione sono anche i diversi livelli di suggestionabilità delle persone. Alcuni sono più suggestionabili di altri. Questo dipende da diversi fattori, fra cui: il sistema di credenze, l’influenza sociale di chi sta applicando la suggestione, la situazione contingente e altri ancora.

La fase della nostra vita potrà essere un elemento in grado di aumentare o diminuire il nostro livello di suggestionabilità. Come detto, la consapevolezza gioca un ruolo fondamentale. Da bambini si potrà essere più suggestionabili per via della poca esperienza e della difficoltà a comprendere le intenzioni altrui.

Se penso che l’altro sia in buona fede, che mi stia dicendo delle cose vere, e se la ritengo una persona attendibile, con molta probabilità crederò a quanto mi dice. Se, viceversa, avrò dei dubbi rispetto alle sue motivazioni, eleverò la soglia di attenzione per evitare di essere manipolato.

Infine anche una situazione di difficoltà causata da stress, conflitti, affaticamento o quant’altro potrà portarci ad una maggiore suggestionabilità.

Autosuggestione, come ci convinciamo delle cose

Senza rendercene conto spesso siamo noi i primi a suggestionarci. Le nostre idee sono come suggestioni che autoimponiamo a noi stessi. Ci convinciamo che le cose vadano in un certo modo, o di essere noi stessi in un modo o in un altro, continuando a ripeterci dei concetti, ripercorrendo i soliti circuiti.

Abituati a noi stessi ci autosuggestioniamo, arrivando, alle volte, a sviluppare gli stessi sintomi che temiamo di avere. Questo è il caso dei tanti disturbi da somatizzazione. Preoccupati e ansiosi ci fissiamo di avere un problema o un altro, e, continuando a ripeterci che sia così ci convinciamo, di fatto andando a autosuggestionarci.

Per un meccanismo noto in psicologia come profezia che si auotoavvera iniziamo a essere sempre più focalizzati sulla nostra idea fino a farla diventare realtà.

Gli effetti della suggestione

Ma quali sono gli effetti della suggestione? Semplicemente un cambio di prospettiva, un’associazione fra più elementi. Più ci convinciamo di un’idea, o siamo convinti di essa dagli altri, e più quell’idea diventa solida e radicata in noi.

Le pubblicità di alcune grandi catene di Fast Food sono state talmente abili da creare, soprattutto nei più piccoli, delle vere e proprie dipendenze. Questo processo avviene di continuo.

Anche rispetto a noi stessi possiamo arrivare a sviluppare delle vere e proprie patologie autosuggestionandoci rispetto a un’idea o a una visione delle cose. Ciò che la maggior parte delle persone trascura è la possibilità che abbiamo di autosuggestionarci con consapevolezza.

Usare consapevolmente la suggestione

Come detto la suggestione, per definizione, è qualcosa che viene “portato sotto”. Come può coesistere questo processo con la consapevolezza? Proprio attivando questo processo alla soglia della consapevolezza. Questo è ciò che si fa, ad esempio, con l’ipnosi.

A differenza di quanto molti credono l’ipnosi, almeno in ambito clinico, è uno stato di coscienza in cui si è presenti e attenti a quanto accade, completamente immersi nell’esperienza soggettiva.

Il lavoro dell’ipnoterapeuta, e più in generale dello psicoterapeuta, è sempre finalizzato alla crescita della consapevolezza di se stessi e degli altri. Anche l’ipnosi è un valido strumento che può aiutarci in tal senso, andando a suggerire all’inconscio delle immagini e delle suggestioni, appunto, in grado di modificarlo.

La suggestione ipnotica

Quando si usa l’ipnosi, o anche l’autoipnosi, si sceglie consapevolmente di essere suggestionati. La suggestione diventa così uno strumento per dialogare con l’inconscio e andare a creare in noi diverse possibilità. Nel mio lavoro clinico mi capita spesso di proporre l’ipnosi come strumento per andare a lavorare su alcuni vissuti o esperienze.

Tutti vogliamo cambiare in meglio, eppure in molti fanno fatica a intervenire realmente su quei modelli che continuano a reiterarsi senza sosta. Questo accade perché quei modelli si attivano in genere sotto la soglia di coscienza, sono automatismi che il nostro sistema dà per scontati perché consueti da lungo tempo.

Grazie all’ipnosi è possibile sperimentare uno stato di concentrazione focalizzata fuori dall’ordinario e così andare a osservare più da vicino quei vissuti o modelli. Usando diverse forme d’ipnosi, come quella metaforica o l’ipnosi regressiva, è possibile dialogare con l’inconscio, facendo emergere vissuti del passato, riviverli e trasformarli alla luce di una rinnovata consapevolezza.

La ripetizione di immagini o frasi

Un altro strumento di autosuggestione, più volte discusso in letteratura, che ha dato diversi risultati è quello di ripetere mentalmente ciò che vorremmo accadesse nella nostra vita. Semplicemente possiamo immaginare ad occhi chiusi, nel dettaglio, in soggettiva, la situazione che vorremmo si verificasse.

Sperimentandoci e usando tutti i sensi, proprio come fossimo in quella situazione. Questo esercizio ci predispone alla situazione desiderata, aiutandoci ad esplorarla e a esaminare noi stessi in essa. E’ una forma di autosuggestione che ci spinge verso una suggestione positiva, scelta e consapevole.

Se reiterata nel tempo, e vissuta con intensità, questa forma di autosuggestione può condurci, proprio come in una profezia che si autoavvera, a sperimentare con maggiore probabilità ciò che desideriamo accada nella nostra vita.

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Enrico Gamba