Cambiare in meglio è possibile

Cambiare in meglio è possibile, anzi, necessario per chi voglia sentire di star vivendo davvero una vita piena e appagante. Tutto è mutamento. Noi esseri umani continuamente cambiamo. Non passa giorno, ora o minuto senza che non si sia manifestato un cambiamento in noi.

Purtroppo non sempre siamo consapevoli di questo cambiamento. Per questo motivo cambiare in meglio può diventare così difficile. È la consapevolezza che ci permette di comprendere cosa ci nutre e cosa ci intossica e di dirigere così gli eventi in vista di un costante miglioramento.

Cambiare in meglio
Cambiare in meglio

L’ininterrotto mutamento della vita

Fin dai primi istanti della vita cambiamo. Il nostro corpo si forma da un piccolo agglomerato di cellule e, dalla nascita alla morte, continua a modificarsi. Ogni anno perdiamo e rinnoviamo la maggior parte del nostro organismo. Lo stesso vale per la nostra mente e, chiaramente, per il substrato neuronale che ci permette di averne una. Neuroni, connessioni, equilibri elettrochimici costantemente mutano in noi facendoci essere ciò che siamo.

Negli ultimi decenni gli studi sulla neuroplasticità hanno chiarito come le strutture neuronali del nostro cervello vadano a plasmarsi in base alle nostre attività. Ciò che ripetiamo ogni giorno costruisce l’architettura e il contenuto del nostro cervello. I nostri neuroni si attivano e mutano in base alle attività svolte, incrementando, o meno, diverse aree del nostro cervello. Molti studi si stanno concentrando anche sulle connessioni fra neuroni, sul connettoma, la fitta rete di assoni che costituisce il tessuto bianco del nostro cervello. Per molti il connettoma costituisce la base organica della nostra identità, ciò che davvero ci caratterizza in quanto individui distinti.

Cambiare in meglio, è una questione di abitudini

Ciò che quindi ripetiamo ogni giorno va a costruire ciò che siamo. Le nostre abitudini diventano letteralmente il nostro destino.

Come diceva Gandhi, pensieri diventano parole, le parole azioni, le azioni abitudini, le abitudini carattere e il carattere destino.

Per cambiare in meglio la questione diventa quella di chiarire a noi stessi in che direzione vogliamo cambiare e poi di impostare la nostra vita affinché le nostre abitudini ci conducano a diventare la persona che sentiamo di poter essere.

Il grande malinteso del carattere

Per riuscire a fare questo un primo malinteso che bisogna chiarire con se stessi è che noi possiamo cambiare. Come detto, il cambiamento è anzi inevitabile. Il punto è imparare a dirigerlo nella direzione in cui vogliamo andare.

Alle volte un grosso limite al cambiamento è la visione che abbiamo di noi stessi e l’idea, assolutamente infondata scientificamente, che non possiamo cambiare. Spesso alcuni, riferendosi a se stessi, dicono di “essere fatti così”, che questo è il loro carattere e che non possono cambiare. In realtà questa è solo una falsa convinzione e, alle volte, una scusa.

Ognuno di noi è dotato del grande potere della volontà e con essa possiamo scegliere consapevolmente di dirigere il nostro cambiamento in meglio.

Dall’impotenza al cambiamento consapevole

Fin da bambini siamo immersi in un sistema complesso e articolato, fatto di abitudini di vita e relazionali che ci plasmano giorno per giorno. Questo avviene in una fase in cui non siamo in grado di essere consapevoli di ciò che effettivamente ci sta accadendo e dell’effetto che tutto ciò avrà sul nostro carattere.

In questa fase così delicata della vita siamo impotenti rispetto alle scelte, consapevoli o meno, che gli altri possono fare per noi. Semplicemente cresciamo, adattandoci a ciò che ci circonda e strutturandoci in base ad esso. Crescendo ci identifichiamo sempre più nelle risposte funzionali che abbiamo dato all’ambiente andando a consolidare l’immagine di noi stessi. Rispondendo agli altri, facciamo esperienza di ciò che siamo e andiamo a consolidare sempre più il nostro io.

Da adulti ci troviamo spesso ad aver strutturato in noi molte abitudini e modi di fare che percepiamo come stabili e spesso immutabili. In realtà ciò che ereditiamo sono soprattutto le visioni rispetto a noi stessi, rispetto a quanto possiamo o meno crescere ed evolvere. Le regole con le quali interpretiamo il mondo e noi stessi in esso.

Il passaggio da compiere è quindi quello della consapevolezza. Rileggendo il nostro passato dobbiamo divenire in grado di vedere come le tante situazioni della vita ci hanno plasmato andando a riconoscere quelle parti, non scelte, che di fatto caratterizzano la nostra vita.

Un primo passo da compiere è così quello di imparare a conoscere noi stessi, di accorgerci di ciò che siamo, senza dare nulla per scontato. Un utile pratica di consapevolezza è di certo la Mindfulness. Trovi qui come imparare la pratica di consapevolezza.

Definire cosa significa cambiare in meglio

Il passo successivo da compiere in questo cammino è definire quali siano le aree di miglioramento sulle quali vorremmo riuscire a lavorare in noi. Affetti, cura di sé, professione, qualsiasi sia l’ambito sul quale vorremmo intervenire è importante avere chiaro che cosa vorremmo effettivamente cambiare.

Un buon esercizio potrebbe essere quello di immaginarci così come vorremmo essere. Avere chiaro dove vorremmo arrivare è un presupposto importante per far si che il nostro sogno diventi realtà.

Troppo spesso ci diciamo semplicemente che vorremmo essere migliori, senza darci obiettivi chiari e definiti. Così facendo, in genere, alimentiamo la frustrazione, mantenendo forte l’anelito di essere diversi, ma senza mai avere un’immagine chiara di ciò che vorremo effettivamente essere.

Chiaramente, così facendo, non arriviamo mai da nessuna parte sentendoci sempre al punto di partenza.

Chiarire i passaggi necessari al cambiamento

Una volta definito ciò che vorremo cambiare, il passaggio necessario sta nel chiarire a noi stessi il percorso che dobbiamo compiere per cambiare in meglio. Avere chiaro dove vogliamo arrivare, ma non sapere quali passaggi compiere per arrivarvi, ci porterebbe solo ad aumentare la frustrazione.

Serve un piano definito che possiamo sviluppare approfondendo i nostri obiettivi. Potremmo ad esempio voler stare meglio fisicamente e allora semplicemente studiare gli effettivi bisogni del nostro corpo in termini di cibo, sonno e allenamento. Allo stesso modo, se il nostro obiettivo fosse una qualità interiore, dovremmo cercare di comprendere quali passaggi possano portarci a sviluppare, ad esempio, una maggiore autostima, più resilienza o tenacia nel perseguimento dei nostri obiettivi.

Un buon suggerimento può essere quello di studiare la vita di persone che hanno sviluppato quella componente che anche noi vorremmo vedere nella nostra vita. Che sono riuscite a migliorare se stesse. Noi esseri umani impariamo soprattutto dall’esempio. Osservando gli altri riusciamo a immedesimarci e a replicare così, con maggiore facilità, i percorsi che gli altri hanno percorso.

La persistenza per cambiare in meglio

Infine, una qualità essenziale che dovremo sviluppare è la persistenza. Nulla è irraggiungibile se continuiamo a camminare. Anche la lenta tartaruga può percorrere miglia se non si ferma.

Non serve essere forti o veloci. Ciò che conta è la nostra capacità di perseverare nell’intento. Una volta definito l’obiettivo e il percorso da compiere, ci troveremo a dovere affrontare i nostri limiti, le nostre paure e insicurezze o, più banalmente, le cattive abitudini che per anni abbiamo alimentato.

Ogni volta che vogliamo modificare un’abitudine consolidata ci troveremo a “scontrarci” con le cattive posture del passato. Questo accade nella mente come nel corpo.

Se abbiamo le spalle curve dovremo ricordarci di raddrizzarle diverse volte prima che stare dritti diventi per noi la postura corretta. Con il passare del tempo, riportando l’attenzione alle spalle, andremo a modificare la percezione di noi stessi, fino a identificarci nella nuova impostazione.

Lo stesso accade nella mente o nel carattere più in generale. Il cambiamento è un processo, in genere lento e graduale, dove la certezza del successo sta proprio nella perseveranza. Insistendo cambieremo impostazione e, se essa sarà stata scelta secondo i nostri più alti ideali, potremo finalmente essere soddisfatti di essere riusciti davvero a cambiare in meglio.

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A presto!

Enrico Gamba