Autostima, come e perché.

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Autostima, come e perché. 2017-05-23T21:10:13+00:00

Autostima, che cos’è e a che cosa serve.

L’autostima è un pilastro fondamentale della nostra vita. Grazie all’autostima siamo in grado di far fronte alle difficoltà, di credere in noi stessi, di sapere che saremo in grado di creare e realizzare progetti nuovi e complessi.

Autostima

L’autostima nasce dal giudizio che diamo a noi stessi. Da quanto crediamo o meno di essere persone valide, importanti, capaci di vivere in armonia dentro e fuori di noi. L’autostima si basa su quanto siamo in grado di essere coerenti con ciò che sentiamo esser giusto nel profondo e sull’effetto che questa nostra coerenza ha nella nostra vita.

Agendo “bene”, coerentemente con i nostri valori di base, l’autostima cresce perché migliora l’immagine che abbiamo di noi stessi. Diventiamo sempre più convinti di essere davvero ciò che sentiamo di poter e dover essere.

In questo video approfondisco alcuni degli argomenti di questo post.

 

 

Caratteristica particolare o generale?

L’autostima non andrebbe sempre e solo intesa come un qualcosa di generale che caratterizza tutti gli aspetti della vita di una persona, in realtà l’autostima può essere sia generale ed estesa a tutta la personalità e sia parziale, legata a specifici ambiti della nostra vita.

Potrò ad esempio avere un’alta autostima di me stesso per la mia capacità di cucinare o di suonare uno strumento musicale ma magari sentirmi poi carente in altre aree. Oppure avere un’alta autostima in generale a prescindere dai diversi ambiti.

Ovviamente se riesco a far crescere la mia autostima almeno in qualche aspetto della mia vita questo potrà fungere da traino per la mia autostima in generale.

Per questo motivo una delle tecniche più semplici per aumentare la nostra autostima è quella di partire ad incrementarla almeno in un ambito specifico, cercando di diventare sempre più bravi in qualcosa, possibilmente riuscendo ad eccellere nell’attività che scegliamo di portare avanti.

Questo in genere è un passaggio che da sé ci permette di sviluppare sempre più la nostra autostima. L’attività scelta potrà diventare una sorta di apripista per permetterci di acquisire sempre più fiducia in noi stessi.

 

Da dove nasce l’autostima.

L’autostima si sviluppa soprattutto nelle relazioni primarie della nostra vita.
E’ grazie alle relazioni con le persone che si prendono cura di noi che diveniamo in grado di credere o meno in noi stessi, di avere o meno fiducia in ciò che siamo e di come riusciremo a vivere nel mondo.

Diverse ricerche hanno dimostrato come l’amore incondizionato dei genitori sia uno dei fattori più importanti nel determinare se i figli svilupperanno e manterranno una buona autostima.

Se un bambino sente di essere accettato e amato per quello che è e non per come appare o per ciò che fa, questo contribuirà notevolmente nella crescita della sua fiducia in sé stesso. Apprenderà di essere una persona degna di Amore.

Ovviamente quando si parla di amore incondizionato non si deve intendere il semplice lasciar fare tutto quello che si vuole. Questo non ha nulla a che fare con l’amore. Amore incondizionato vuol dire esserci, impegnarsi, dare attenzione e partecipazione. Significa tenere a mente l’altro e guidarlo con amore verso il raggiungimento del suo massimo potenziale.

 

Che cosa fa crescere la fiducia in sé stessi.

Bambini che mostrano di avere livelli più alti di autostima sono bambini che hanno genitori autorevoli, supportivi, che si prendono cura di loro fissando chiari standard, ma condivisi e negoziati all’interno di una relazione rispettosa e amorevole.

I fattori più importanti che risultano essere implicati nella costruzione di una buona autostima e della capacità di credere in sé stessi nelle relazioni primarie sono il fatto di essere ascoltati, di essere trattati (verbalmente e non) con rispetto, di ricevere attenzione e affetto, di sentire apprezzati i propri successi e riconosciuti e accettati i propri fallimenti.

In buona sostanza, l’essere trattati come una Persona, degna di attenzione e partecipazione.

Mi capita spesso di fare formazione ai genitori su questi temi nelle scuole e di rendermi conto di quanta confusione ci sia su questi temi.

Dalla rigida educazione di un tempo si è passati oggi ad un rapporto con i figli più simile a quello che si vorrebbe avere con un amico. Si dimentica così quanto sia importante per un bambino percepire anche le differenze di ruolo, comprendere che i suoi genitori sono li per lui per ascoltarlo, indirizzarlo nella vita e spronarlo a far crescere i suoi talenti e correggere le sue inclinazioni negative. In buona sostanza per amarlo come figlio e non per trattarlo come un compagno o un confidente.

 

Che cosa ostacola l’autostima.

I fattori invece che portano a una diminuzione dell’autostima sono ad esempio il fatto di essere criticati, sopratutto senza motivo, subire violenze di ogni genere, psicologiche, fisiche e sessuali, essere ignorati, ridicolizzati oppure sentire di dover essere sempre perfetti.

Quest’ultimo è un tema oggi molto sentito. In una società sempre più performante e richiedente sembra ormai sempre più necessario rispondere a standard qualitativi sempre più alti.

Come detto i genitori devono saper fissare degli standard per i propri figli. Banalmente da come tenere la propria stanza o da quale contributo dare in casa ad esempio nelle pulizie. Ma devono anche saper negoziare con i propri figli questi standard, riuscendo ad aiutarli a comprenderne il motivo e a rinegoziarlo anche in base ai loro bisogni e vissuti, permettendo loro di affrontare prove “possibili”, in grado di di far crescere la loro percezione di autoefficacia. Questo permette ai figli di sentirsi ascoltati come co-creatori del proprio processo di crescita. Di fare l’esperienza di essere importanti e di avere valore.

Oggi vengono invece richiesti standard sempre più alti che spesso non tengono conto delle reali inclinazioni del bambino, con il risultato che questo imparerà a sentirsi incapace e inadeguato o peggio che potrà essere amato solo se rispetterà le aspettative di genitori e insegnanti, percependo in buona sostanza che ciò che “è” non è mai abbastanza. Non a caso autostima e depressione sono inversamente collegati.

Spesso bambini a cui spetta questa sorte divengono adulti sempre più perfezionisti ma mai felici. Il messaggio che apprendono sarà che meriteranno amore solo se saranno adeguati alle richieste dell’esterno, provando spesso molta vergogna.

In particolare la vergogna sembra essere uno degli stati d’animo che maggiormente inducono una bassa autostima. Provare vergogna è spesso associato a sentimenti di colpa ed inadeguatezza che vanno a ledere l’immagine che abbiamo di noi stessi. Ad esempio quando non riusciamo a realizzare un obiettivo prefissato all’interno di un contesto sociale.

Persone che crescono così, cercando di far fronte all’esigenze esterne senza curarsi dei propri reali bisogni, sviluppano soprattutto un autostima esplicita, fragile, basata su ciò che gli altri ci rimandano e non su ciò che realmente sentiamo dentro.

 

Autostima implicita ed esplicita.

La distinzione fra autostima implicita ed esplicita è molto interessante.
Un’alta autostima implicita è caratteristica di ci crede in sé stesso a prescindere dal punto di vista degli altri. Che mantiene alta l’immagine di sé nonostante le critiche che potrà incontrare.

In genere un’alta autostima implicita è caratteristica di chi possiede forti ideali e riesce a vivere in accordo con essi a prescindere dalle visioni o opinioni altrui. Chi segue la propria coscienza e ha il coraggio di seguirla nel tempo diviene in genere una persona con un’autostima sempre più solida e strutturata, con un’immagine di sé stesso coerente e determinata.

L’autostima esplicita è invece strettamente legata al punto di vista altrui, estremamente volubile e facilmente modificabile in base all’ambiente esterno. L’autostima così strutturata potrà cedere facilmente di fronte alle avversità o alle critiche che inevitabilmente la vita porta, a meno di un adeguamento costante che tuttavia lascerà sempre un senso di incompletezza e di profonda inadeguatezza.

 

Autostima e Coscienza.

Di teorie sull’autostima ve ne sono tante.
Una delle più interessanti è di sicuro quella di Wiliam James, il famoso psicologo Americano, secondo cui l’autostima nasce dal rapporto fra sé percepito e sé ideale.

Ciascuno di noi avrebbe più o meno autostima in base a quanto la percezione che ha di se stesso corrisponde all’idea di ciò che vorrebbe essere.

Mi piace questa teoria e ritengo che esprima con semplicità il “nocciolo della questione”.
Più saremo in grado di seguire la voce della nostra coscienza e tanto più la nostra autostima sarà stabile e forte.

La coscienza è ciò che ci connette ai nostri valori più profondi, a quei valori di base che costituiscono la base stessa dell’essere umano. La nostra coscienza, se interrogata e ascoltata è sempre in grado di dirci che cos’è meglio o peggio per noi o per gli altri.

La nostra coscienza è ciò che ci connette agli altri, al creato, a tutto ciò che esiste, ed è grazie ad essa che riusciamo a guidare le nostre vite verso ideali sempre più alti.

Come mai ci sentiamo così bene ogni volta che facciamo del bene incondizionatamente o che semplicemente assistiamo ad un atto d’amore del genere?

Le ricerche oggi mostrano quanto attività di volontariato o di servizio altruistico incrementino il nostro benessere, a dimostrazione di quanto la nostra coscienza risponda naturalmente ad un atto d’amore facendoci stare bene.

Aiutando e servendo mettiamo in pratica la verità più profonda che siamo tutti “uno”, manifestandola nella nostra vita. Nel profondo tutti sappiamo perfettamente che essere d’aiuto agli altri, servire per qualcosa di più grande di noi è qualcosa di giusto, qualcosa che se seguito fa star bene. Qualcosa che ha a che fare con la nostra stessa natura.

Seguire questa nostra natura più profonda fa crescere la vera autostima.

 

La psicoterapia può far crescere l’autostima?

La psicoterapia è un percorso unico, in grado di cambiare la vita delle persone, di aiutarle a comprendere e a trovare nuovi modi di affrontare la vita.

Una psicoterapia orientata ad aiutare le persone ad entrare maggiormente in contatto con sé stesse, con la propria coscienza, con quella parte più profonda di noi che sa che cosa è meglio e che cosa no, è un percorso di riappropriazione della propria vita grazie al quale poter aumentare l’autostima e renderla più solida e profonda.

Le relazioni primarie della nostra vita ci portano a strutturare dentro di noi un immagine di noi stessi e ad apprendere delle regole su come vivere ogni momento della nostra vita, le nostre relazioni, i nostri sogni e desideri, le nostre emozioni. Cresciuti in un ambiente in cui non siamo stati visti o amati, come detto, è normale per un bambino sviluppare “l’idea” di non essere degno di attenzione e amore.

Una psicoterapia basata sull’ascolto sulla partecipazione, sul non giudizio, sull’empatia, è in grado di aiutarci a ristrutturare queste credenze inconsce, “procedurali”, legate non tanto a un pensiero ma ad un modo d’essere e vivere. Vivendo insieme, nel setting terapeutico, focalizzando l’attenzione su ciò che vogliamo far crescere è possibile andare a trasformare questi modelli più profondi.

Gli strumenti per attuare questa trasformazione così importante per l’autostima sono primariamente la relazione, ma anche altri, grazie ai quali andare ad affrontare le cose in profondità. Uno strumento a mio avviso molto utile è ad esempio l’ipnosi, sia come strumento di supporto e sia come strumento esplorativo, nel caso ad esempio dell’ipnosi regressiva per andare alla radice dei problemi ed affrontarli.