Costellazioni Familiari

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Costellazioni Familiari 2017-05-24T13:54:20+00:00

Che cosa sono le Costellazioni Familiari

Le Costellazioni Familiari sono un metodo oggi diffuso in tutto il mondo grazie a pionieristico lavoro di Bert Hellinger che unendo le conoscenze di diversi approcci è riuscito ad aprire scenari del tutto nuovi rispetto al lavoro su di sé e alla crescita personale.

Costellazioni Familiari a Milano

Costellazioni Familiari

Le Costellazioni Familiari sono una tecnica “fenomenologica esperienziale” consolidata in più di trent’anni di esperienza utile non solo a comprendere le dinamiche sottese ai nostri sistemi di appartenenza ma anche a iniziare a mobilitare energie e iniziare il processo trasformativo di antichi modelli di relazione.

Le relazioni familiari sono il tessuto entro il quale nasciamo e cresciamo: senza rendercene conto acquisiamo modelli di pensiero e di comportamento strettamente legati alle storie della nostra famiglia. Le Costellazioni Familiari permettono di portare alla luce gli schemi che tendono a ripetersi, permettendo una piena presa di consapevolezza della propria vita.

Le Costellazioni Familiari non sono un metodo psicoterapico, sono tuttavia un’esperienza complementare estremamente utile soprattutto a chi sta già seguendo una terapia o un percorso psicologico o semplicemente per chi ha il desiderio di divenire sempre più consapevole di sé e delle relazioni in cui è da sempre immerso.

Grazie a un seminario di Costellazioni Familiari è in genere possibile sperimentare e vivere in prima persona esperienze di vita importanti. Durante la rappresentazione dei diversi sistemi di appartenenza emerge con chiarezza come tutti noi siamo strettamente e intimamente collegati da storie che si ripetono. Emozioni e vissuti che ricorrono nelle nostre e nelle altrui vite. In genere anche solo l’esperienza di una serata o di un seminario permettono di comprendere quanto ciascuno di noi è in grado di entrare in empatia e comprendere in profondità la vita dell’altro. Già di per sé anche solo quest’esperienza diviene particolarmente arricchente e ricca di significato.

Il gruppo diviene così il coro entro cui è possibile che la scena prenda vita aiutando le persone a vedere e comprendere, a sentire “ciò che è”.

 

Da dove deriva il termine Costellazioni Familiari

Molti, pensano che il termine “Costellazioni” sia stato usato da Hellinger perché l’idea di un ammasso di stelle ben rappresenta l’intricato e affascinante spazio dei legami familiari.

Ognuno di noi quando viene al mondo nasce in uno spazio pieno, caratterizzato da più legami preesistenti e dinamici. Legami che collegano più generazioni, più storie, più destini. Se proviamo ad immaginare una costellazione come quelle che si possono osservare nel cielo e ci raffiguriamo al posto delle stelle che le costituiscono delle persone, è facile avere una prima impressione di come appare una seduta di Costellazioni Familiari: più persone in relazione fra loro protese nel corpo verso le altre, alcune più vicine, alcune più lontane, alcune abbracciate.

Non penso tuttavia che l’idea di usare tale termine sia nato da questa metafora. Freud stesso definì Costellazione “un contesto psichico attivo i cui elementi molteplici (sentimenti, pensieri, percezioni, ricordi) sono unificati dalla comune tonalità affettiva”. La novità sta nell’associare questo termine con quello di “familiare”. Potremmo quindi definire le Costellazioni familiari come la rappresentazione di un contesto psichico attivo, i cui elementi molteplici, riconducibili alla vita familiare, sono unificati da una comune tonalità affettiva.

Quando si fa una Costellazione Familiare è questo ciò che emerge. Le persone osservano dall’esterno una “comune tonalità affettiva” e vedono nella rappresentazione i legami, le storie che portano tale affetto.

 

Diventare consapevoli di ciò che è

Rappresentare il proprio sistema di appartenenza scegliendo fra i membri del gruppo le persone che rappresentano i propri famigliari ha già di per sé un impatto forte sulla vita delle persone.
Riuscire a vedere e percepire il proprio sistema di appartenenza dall’esterno ci pone già da sé in una posizione di terzietà da cui è possibile spesso per la prima volta riconoscere dinamiche e processi in cui siamo normalmente completamente immersi e che quindi non riusciamo a percepire.

Quando nasciamo in un sistema la tonalità affettiva in esso presente e le sottese dinamiche relazionali dovute alla storia dei singoli e del gruppo diventa come l’aria che da sempre respiriamo. Esserne consapevoli è in genere piuttosto difficile semplicemente per il fatto che siamo da sempre abituati a respirare. Allo stesso modo essendo da sempre immersi in certe relazioni queste diventano il background di riferimento che ci guida e orienta, purtroppo nella maggior parte dei casi senza che vi sia nessuna presa di coscienza da parte nostra.

 

Su che cosa lavorano le Costellazioni Familiari

Eventi traumatici della vita familiare, inattesi, che hanno causato un dolore “troppo grande” da essere integrato nella coscienza della famiglia, continuano ad agire, causando il perpetuarsi della sofferenza. Così, ad esempio, la morte prematura di un figlio alla nascita, o peggio in tenerà età, genererà un dolore nei genitori che se non rielaborato continuerà ad agire. Non permettendo loro di essere più pienamente presenti per gli altri figli, oppure portandoli ad esserlo troppo.

In realtà non esiste una regola generale che permetta di descrivere l’andamento emotivo del sistema e dei singoli appartenenti ad esso. Per ciascuno il modo di affrontare gli eventi della vita è diverso.

Ciò che tuttavia si è visto con molta chiarezza è che quando un dolore è troppo grande per essere affrontato, esso genera una reazione a catena che, a volte, si tramanda per generazioni. Ecco che allora la morte di un nonno in guerra con i figli appena nati potrà portare ad effetti presenti ancora dopo due, tre generazioni. Le Costellazioni Familiari aiutano a spezzare le catene. A interrompere il perpetuarsi di cicli inconsapevoli legati al dolore. Lo strumento cardine del lavoro è la Consapevolezza.

Il semplice dare spazio, osservare, stare con “ciò che è”, aiuta a sciogliere i nodi del passato, permettendo ad essi di riemergere ed essere reintegrati.

Le Costellazioni Familiari non hanno scopi prettamente terapeutici, destinati invece a differenti tipologie di intervento. Tuttavia aiutano con molta semplicità a divenire maggiormente consapevoli delle proprie relazioni familiari. A comprendere il proprio approccio alla vita. Oltre a ciò le Costellazioni Familiari, nelle sue evoluzioni più recenti come le “Costellazioni Strutturali”, permettono di facilitare molto il progresso personale. Aiutando a divenire sempre più consapevoli di sé e delle proprie istanze interiori, aiutando ad attingere pienamente al proprio potenziale e a ridefinire i propri obiettivi di vita. Il metodo facilita il processo di riconnessione alla propria sorgente interiore. Permettendo di accedere ad una dimensione di vita più profonda e spirituale. Una dimensione da cui è più facile comprendere il disegno più ampio del proprio destino.

In questo video descrivo che cosa sono le Costellazioni Familiari più nel dettaglio.

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Come si svolge un seminario di Costellazioni Familiari

Quando una persona viene da me per fare una Costellazione Familiare non so mai bene da dove partirò. Il “LA” mi viene dato in genere dalle prime cose che la persona dice, dalle parole che usa, dagli eventi che cita, poi esploro. L’esplorazione viene svolta su due livelli principali, quello della famiglia attuale e quello della famiglia d’origine.

La famiglia attuale, come dice il termine, è la famiglia in cui la persona vive, composta ad esempio dalla moglie, dal marito e dai figli. La famiglia d’origine è invece la famiglia costituita dai genitori, dai fratelli, dai nonni e così via a scendere lungo l’albero genealogico. Le costellazioni possono lavorare indietro per molte generazioni.

Le domande esplorative sono domande che vogliono sondare gli eventi, i fatti. Tutto ciò che è accaduto di concreto nella storia familiare. L’interesse è qui rivolto non tanto alle riflessioni o ai vissuti soggettivi. Ma piuttosto ai fatti oggettivi, alla storia, così come si è svolta. Si inizia dalle informazioni di contesto. Dal numero di fratelli, la presenza/assenza dei genitori, di uno o di tutti e due, la presenza dei nonni, le persone tuttora in vita. Si scende poi approfondendo gli eventi più salienti della vita familiare. Traumi, separazioni inaspettate causate ad esempio da morti improvvise, aborti, qualcuno che è stato allontanato dalla famiglia per svariati motivi o dimenticato, e così via. Le possibilità qui sono infinite, come infinite sono le storie delle persone. Su che cosa lavoriamo dunque? Sulla sofferenza.

Per la mia esperienza, ciò che rende una situazione fonte di problemi e quindi importante da rappresentare con una costellazione familiare, è la sofferenza ad essa associata. In particolare un certo tipo di sofferenza, quella troppo dolorosa da essere rielaborata, quella troppo grave per essere accolta nella coscienza individuale e collettiva.

 

“Anna e il suo dolore”

Anna, una ragazza di trent’anni viene da me perché ha un problema. Da sempre ha una forte difficoltà a relazionarsi con i suoi genitori, in particolare con suo padre. Si sente fuori posto, si sente di non appartenere alla sua famiglia. E’ andata via di casa quando aveva ventitré anni ed è sempre stata etichettata come la ribelle, la pecora nera della famiglia. Dall’esplorazione emergono diversi fatti significativi, primo fra tutti un aborto avuto dalla madre prima che lei nascesse.

Mettendo in scena la sua rappresentazione familiare emerge con chiarezza dalla disposizione dei rappresentanti quanto il dolore per questo bambino, morto prematuro, sia ancora forte e presente nella coscienza di gruppo. “Di questo non si parla mai..”. La rappresentante di Anna va dal fratello morto e si sdraia con lui, la madre cade a terra piangendo, il padre inizia a ruotare su se stesso.

Il lavoro con Anna è quello di farle vedere che quando lei è nata il dolore del bambino morto precedentemente era ancora forte, era rimasto latente nella vita dei genitori, come un fantasma sempre presente.

Nascendo in questa famiglia Anna ha “ingerito” insieme al latte il dolore della madre, il dolore mai confessato del padre che viveva il forte senso di colpa per non aver scelto di tenere un bambino “scomodo”, arrivato troppo presto per costruire insieme una vita matrimoniale, come ci racconterà poi lei. Anna si è fatta carico di un destino non suo, troppo grave per essere sostenuto.

 

Le costellazioni Familiari aiutano a vedere l’origine del dolore a cui ormai siamo abituati da troppo tempo

Come masse di energie pesanti che caratterizzano il tono affettivo delle persone, queste sofferenze rimangono legate a noi. Diventano parte integrante del nostro sfondo umorale. Diveniamo abituati ad esse, tanto che difficilmente ce ne rendiamo conto. In genere serve che qualche evento o qualche altra sofferenza ci spinga a cercare di fare chiarezza a liberarci da quel senso “di non so che” che ci impedisce di vivere pienamente la vita. Più rari sono i casi di quelle persone coraggiose, spinte non dal dolore, ma dal desiderio di conoscere sé stesse, di scoprire il senso più profondo della loro esistenza.

Ma torniamo a come si svolgono le Costellazioni Familiari. Dopo l’esplorazione, si chiede alla persona di scegliere all’interno del gruppo dei presenti qualcuno che rappresenti ad esempio la madre, sé stessa, il padre, a discrezione del facilitatore. Il ruolo di rappresentante è molto interessante, poter partecipare ad una Costellazione è alle volte un esperienza unica. Quando chiediamo alla persona di posizionare le persone scelte, prendendole per mano o guidandole lentamente con le mani sulle spalle, queste vengono posizionate non solo nello spazio fisico, ma anche in un campo psichico creato dalla situazione stessa. Chi ha provato a fare il rappresentante, sa che cosa intendo. Si entra in uno spazio-tempo nuovo, diverso, unico, non si è più semplicemente li, si è altro. Ai rappresentanti viene chiesto unicamente di sforzarsi di sentire nel corpo, di evitare, per quanto possibile, di rimuginare troppo, ma di cercare invece di essere lì, nel presente.

Non capisco cos’è successo, ma appena mi sono messa in quella posizione ho iniziato a sentire tutta una serie di sensazioni che non ho mai neanche pensato di poter provare…

Andare-dallo-psicologo-per-tuo-figlioCome accennavo, chiedo sempre alle persone di posizionare lentamente i rappresentanti, questo perché così facendo si cerca di evitare che la scelta del luogo avvenga in base a pensieri o ragionamenti. Condurre le persone camminando lentamente spinge la persona a soffermarsi, a sentire quello che prova e a cogliere da sé qual è la posizione migliore, senza bisogno di alcuna riflessione in merito. Quando le persone vengono così posizionate, per il facilitatore esperto sono già fonte di infinite informazioni circa la situazione. Ciò che qui conta è il non verbale. E’ importante notare sia come vengono posizionate le persone e sia qual è la postura che assumono, lo sguardo, gli occhi, le mani.

 

L’importanza di stare in ciò che sentiamo durante una Costellazione Familiare

Una volta formata la “Costellazione” in genere chiedo ai rappresentanti di rimanere fermi nella posizione in cui si trovano, di aspettare. Anche in questo momento assume grande importanza la lentezza, la capacità di non forzare. Il facilitatore svolge un ruolo essenziale che alle volte, tuttavia, si consuma nel semplice essere li, presente, come osservatore consapevole.
Ogni costellazione familiare prosegue poi in modo differente. Gli esiti sono infiniti tanti quanti le situazioni. Il modo di procedere dipenderà dal facilitatore, dalle sue sensazioni, dal suo intuito, dalla sua esperienza, dalla sua formazione. Dipenderà dal partecipante, dalla sua presenza, dalla sua apertura, dal suo saper “stare nella situazione”. Dai rappresentanti, dalla loro capacità di essere concentrati, “sentendo”, ciò che avviene e da tanti altri fattori ancora. Più in generale cosa accadrà dipenderà dal momento presente, unico per ognuno, in cui ciascuno è diverso dal sè stesso conosciuto fino a quel momento.

 

Gli strumenti usati durante le Costellazioni Familiari

Gli strumenti che possono essere utilizzati durante le Costellazioni Familiari sono tanti. Ognuno potrà essere scelto a seconda delle tante variabili elencate e soprattutto in base alla “lettura”, alla rappresentazione mentale fatta della situazione che si sta svolgendo. C’è chi utilizzerà delle frasi da far dire ai rappresentanti, chi muoverà qualcuno, altri facilitatori aggiungeranno o cercheranno nuove informazioni chiedendole a chi sta “mettendo in scena” la sua Costellazione. Altri ancora, come dicevo, aspetteranno lasciando che i rappresentanti si muovano da sé oppure che esprimano verbalmente il loro sentire.

L’arte starà nel riuscire a lasciare andare le cose, nel permettere loro di scorrere, di fluire.

Parlavamo di masse di energie bloccate, le costellazioni familiari permettono di affrontare questi blocchi, di lasciarli andare. Il facilitatore che ha sviluppato una certa consapevolezza di sé e dei processi che si possono manifestare in una Costellazione Familiare si fida del processo. Della vita stessa che vuole riportare equilibrio. Il suo compito più che di intervenire è quello di creare un setting appropriato che permetta all’evento di avere luogo, di accadere da sé, o per meglio dire dal Sé.

 

Perché le Costellazioni Familiari funzionano?

Nella Costellazione si rimettono in moto energie latenti, ciò che non è stato più visto da molto tempo ha di nuovo lo spazio per muoversi. L’atto stesso di portare nella sfera della consapevolezza dolori nascosti permette di donare loro un luogo in cui esistere senza essere più causa di sofferenza silente. Se vogliamo, questo meccanismo ricorda molto quello della catarsi scoperto da Bruer e Freud più di 100 anni fa. Nella catarsi il portare alla coscienza, grazie a quella tecnica denominata scherzosamente come “chimney sweeping” (spazzare il camino), una situazione irrisolta, toglie a questa l’energia psichica che gli dava la forza di agire nella vita della persona.

La novità qui, sta nel fatto di disporre di uno strumento che ci permette di rappresentare e non solo di parlare, delle origini di alcune sofferenze.

Quando Bert Hellinger ha ideato e creato poi il metodo delle Costellazioni Familiari ha integrato la conoscenza appresa in diversi ambiti: dalla sua lunga esperienza come missionario dove ha assimilato il culto per gli antenati, per il passato, dal suo lavoro come psicoterapeuta e psicoanalista in Germania e ancora, successivamente, dai suoi contatti con la psicoterapia Americana,  con lo psicodramma di Moreno, la terapia familiare di Virginia Satir, il bellissimo lavoro della terapia Contestuale di Boszormenyi-Nagy a cui si deve il concetto così importante di “lealtà invisibili”.

 

L’effetto trasformativo delle Costellazioni Familiari

Le Costellazioni Familiari a mio avviso hanno davvero un notevole effetto trasformativo. Ormai sono più di dieci anni che utilizzo questo metodo integrandolo nel mio lavoro clinico e devo dire sempre con ottimi risultati.

I modelli che apprendiamo nella nostra famiglia di origine non sono solo cognitivi, legati ai pensieri o alle riflessioni, sono soprattutto emotivi, legati quindi a profondi vissuti che difficilmente possono essere cambiati solo con la parola.

Le Costellazioni Familiari hanno il grande pregio di far entrare le persone in contatto con emozioni molto intense, emozioni non sempre coscienti ma sempre presenti, emozioni che ci legano spesso a modi di essere e fare che ci fanno soffrire.

Grazie alla rappresentazione dei nostri sistemi di appartenenza è così possibile ricontattare queste emozioni e iniziare a trasformarle. E qui sta il grande effetto trasformativo delle Costellazioni Familiari. Per questo motivo amo molto questo metodo. Grazie ad una rappresentazione familiare è possibile mettere in luce le dinamiche familiari più profonde, riuscendo così a divenire progressivamente sempre più consapevoli di che cosa realmente accada nei nostri sistemi di appartenenza e di come questo ci influenzi profondamente.

In ogni caso, parlare delle Costellazioni Familiari in modo esaustivo è particolarmente difficile vista la complessità dell’argomento. E’ molto più semplice comprendere che cosa siano le Costellazioni Familiari con il “cuore”, direttamente con l’esperienza, partecipando in prima persona ad una rappresentazione.

A Milano organizzo regolarmente diversi incontri. Ecco qui il prossimo.

Se vivi fuori Milano e vorresti organizzare un gruppo di Costellazioni Familiari nella tua città non esitare a contattarmi. Potremo organizzarlo insieme.

 

Nove affermazioni che spiegano meglio cosa sono le Costellazioni Familiari

  • Un metodo fenomenologico esperienziale che permette di divenire maggiormente consapevoli dei propri sistemi di appartenenza.
  • Un’esperienza unica grazie alla quale è possibile spesso per la prima volta immergersi consapevolmente nella complessa e intricata rete delle relazioni familiari.
  • L’occasione per partecipare ad un’attività di gruppo molto significativa da cui le persone regolarmente escono arricchite di profonde intuizioni circa la propria vita.
  • Un metodo non psicoterapeutico che permette tuttavia di accrescere di molto la consapevolezza delle dinamiche che regolarmente ci legano a modelli di relazione e pensiero limitanti e disfunzionali.
  • Uno strumento utilissimo per comprendere come vengono tramandate di generazione in generazione modi di fare, pensare, percepire e vivere la vita.
  • Una bella esperienza che aiuta a comprendere quanto siamo tutti connessi e quanto ciascuno di noi vive situazioni simili a quelle degli altri.
  • Un modo per intervenire direttamente sui nostri sistemi di appartenenza, facilitando i movimenti naturali del sistema, contribuendo al ristabilirsi di equilibri in grado di migliorare notevolmente la qualità della nostra vita.
  • Un’occasione importante per smuovere quelle situazioni in cui ci sentiamo bloccati e incapaci di trovare un senso in ciò che ci sta accadendo.
  • Un’esperienza che origina da un livello più profondo, spirito e cuore.

 

Se vuoi puoi approfondire ancora qui.